Patricia Lambertus - "we see you" at the Kunstverein Buchholz/Nordheide, Germany

Patricia Lambertus
"we see you"

31 October - 28 November 2021
Kunstverein Buchholz / Nordheide
Opening of the exhibition Sunday, 31 October 2021, 11 a.m.

(German and Italian version below)

... Once again, we encounter the artist's delight in visually overwhelming the viewer. And in the theatrical staging, in which we are immersed as if in a cosmos that is both familiar and alien to us. Because we know the motifs that are shown to us and because their alliances puzzle us. Different worlds and realities collide. Persons, places and times interact that have nothing to do with each other. Inside and outside are intertwined and logical coherence is suspended.

This distinguishes Patricia Lambertus' work from the painted illusionary spaces of the 19th century into which one enters as if one were part of them. Lambertus creates illusions and deconstructs them at the same time. Proximity and distance as well as different fictions work together. Her work is, as Charles Baudelaire already demanded of art, entirely "de son temps". Contemporary are the strategy of collage, the great medium of modernism, and its implementation on the computer. Both make it possible to create something new for the present and the future from the pictorial detritus of the great narratives of the past. In doing so, Lambertus links these levels both in terms of content and form in the service of her theme: "Identities"...

Michael Stoeber

 

(German Version)

... Wieder begegnet uns hier die Lust der Künstlerin an der visuellen Überwältigung des Betrachters. Und an der theaterhaften Inszenierung, in die wir eintauchen wie in einen Kosmos, der uns zugleich vertraut und fremd ist. Weil wir die Motive kennen, die uns gezeigt werden und weil ihre Allianzen uns vor Rätsel stellen. Unterschiedliche Welten und Wirklichkeiten stoßen aufeinander. Personen, Orte und Zeiten interagieren, die nichts miteinander zu tun haben. Innen und Außen werden miteinander verschränkt und logische Kohärenz außer Kraft gesetzt.

Das unterscheidet das Werk von Patricia Lambertus von den gemalten Illusionsräumen des 19. Jahrhunderts, in die man eintritt, als sei man ein Teil von ihnen. Lambertus schafft Illusionen und dekonstruiert sie zugleich. Nähe und Distanz sowie unterschiedliche Fiktionen wirken zusammen. Ihr Werk ist, wie schon Charles Baudelaire es von der Kunst gefordert hat, ganz und gar „de son temps“. Zeitgemäß sind die Strategie der Collage, das große Medium der Moderne und ihre Umsetzung am Computer. Beide erlauben es, aus dem Bilderschutt der großen Erzählungen der Vergangenheit etwas Neues für die Gegenwart und Zukunft zu schaffen. Dabei verknüpft Lambertus diese Ebenen sowohl inhaltlich als auch formal im Dienste ihres Themas: „Identitäten“...

Michael Stoeber

 

(Italian version)

... Ancora una volta incontriamo il piacere dell'artista nel travolgere visivamente lo spettatore. E nella messa in scena teatrale, in cui siamo immersi come in un cosmo che ci è familiare ed estraneo allo stesso tempo. Perché conosciamo i motivi che ci vengono mostrati e perché le loro alleanze ci lasciano perplessi. Mondi e realtà diverse si scontrano. Interagiscono persone, luoghi e tempi che non hanno niente a che vedere l'uno con l'altro. Interno ed esterno si intrecciano e la coerenza logica è sospesa.

Questo distingue il lavoro di Patricia Lambertus dagli spazi illusori dipinti del XIX secolo in cui si entra come se si facesse parte di essi. Lambertus crea illusioni e le decostruisce allo stesso tempo. La vicinanza e la distanza, così come le diverse finzioni, lavorano insieme. La sua opera è, come già Charles Baudelaire esigeva dall'arte, interamente "de son temps". Contemporanee sono la strategia del collage, il grande mezzo del modernismo, e la sua implementazione sul computer. Entrambi permettono di creare qualcosa di nuovo per il presente e il futuro dai detriti pittorici delle grandi narrazioni del passato. Così facendo, Lambertus collega questi livelli sia in termini di contenuto che di forma al servizio del suo tema: "Identità"...

Michael Stoeber

 

 


Dina Goldstein - "OG Punk" at The Polygon Gallery, Vancouver, Canada

OG Punk

(Italian version below)

An exhibition at the The Polygon Gallery that captures the ethos of punk subculture by Vancouver photographer Dina Goldstein. Taking place on the Gallery's main floor, OG Punk features key figures from the legendary punk scene of the late 1970s and 1980s in Vancouver and Victoria as they are today. Shot mostly in a studio setting, these bona fide original punks perform for the camera, showing off their regalia and tattoos. A photographic mural of collectibles owned by Wendy Thirteen, known as punk rock mama, reveals further clues to their beliefs. The personalities in OG Punk express a particular social identity and at the same time are portrayed as distinct individuals. A photojournalist for thirty years, Dina Goldstein focuses on social commentary through documentary, editorial and staged tableau photography.

Italian version

Una mostra presso la The Polygon Gallery che cattura l'ethos della sottocultura punk della fotografa di Vancouver Dina Goldstein. Al piano principale della galleria, OG Punk presenta le figure chiave della leggendaria scena punk della fine degli anni '70 e '80 a Vancouver e Victoria come sono oggi. Fotografati per lo più in uno studio, questi punk originali in buona fede si esibiscono per la macchina fotografica, mostrando la loro regalia e i loro tatuaggi. Un murale fotografico di oggetti da collezione di proprietà di Wendy Thirteen, conosciuta come mamma del punk rock, rivela ulteriori indizi sulle loro convinzioni. I personaggi di OG Punk esprimono una particolare identità sociale e allo stesso tempo sono ritratti come individui distinti. Fotogiornalista da trent'anni, Dina Goldstein si concentra sul commento sociale attraverso la fotografia documentaria.

 


Opus In Artem - Group Show "Opus in Artem In Itinere - I"

OPUS IN ARTEM IN ITINERE - I
ARTE KUNST VAL TARO 2021

Watch the show and Viewing room also online in Artsy!

(see Italian version below)

Le opere realizzate dagli artisti internazionali che hanno partecipato alla prima edizione del festival di residenza per artisti "Arte Kunst Val Taro" potranno essere viste in mostra a Bedonia (Parma, Italia), nello spazio allestito in via Garibaldi 20, dal 24 ottobre al 28 novembre 2021.

La mostra “Opus in Artem In Itinere - Arte Kunst Val Taro” getta un ponte tra due iniziative culturali della Val Taro che perseguono l'obbiettivo ambizioso e sostenibile a lungo termine di contribuire alla ripresa economica della zona attraverso impulsi culturali.

Una ventina di opere, tra pittura, scultura, fotografia e installazioni, sono state realizzate nei negozi riaperti nei comuni di Bedonia, Compiano e Tornolo (con Tarsogno), dove dal 29 luglio all'8 agosto 2021 si è svolto il festival “Arte Kunst Val Taro”.

Gli artisti partecipanti al festival sono stati: Carola Allemandi, Luca Gastaldo, Monika Grycko, Mirsad Herenda, Patricia Lambertus, Tancredi Mangano, Mikos Meininger, Marco Minotti, Stefanie Oberneder, Giuliano Orlandi, Francesco Orrù, Davide Ragazzi e Beatrice Roncallo.

Le opere sono state create utilizzando una grande varietà di materiali, dalle lastre di arenaria ai fogli, dalla carta al vetro. Alcune delle opere hanno un rapporto diretto con la valle o per il tema o per il materiale utilizzato.

Durante il festival questi 13 artisti -provenienti, oltre che dall’Italia, da Bosnia-Erzegovina, Germania e Polonia- hanno lavorato in negozi vuoti da tempo nelle suddette località dell’Alta Valle del Taro.

Gli abitanti locali e i turisti hanno potuto accompagnare il lavoro degli artisti nei loro studi temporanei, fare domande sulle tecniche e i significati delle opere, e quindi stabilire e sperimentare un contatto diretto con l'arte riconosciuta a livello internazionale in un'atmosfera informale e piacevole.

La realizzazione del festival è stata resa possibile, tra l'altro, dal generoso sostegno degli operatori gastronomici e alberghieri locali. Gli artisti invitati hanno infatti goduto di vitto e alloggio gratuiti durante il festival. In cambio, gli artisti hanno “postato” con entusiasmo sui social media le loro esperienze, le foto del fantastico paesaggio della Valle del Taro e, naturalmente, il loro lavoro in loco.

La risposta è stata grande. Attraverso le reti diffuse degli artisti, commenti e domande curiose sulla posizione della Val Taro sono arrivati non solo da seguaci tedeschi e italiani, ma anche da molte altre parti del mondo, come New York, Tokyo e la Finlandia. Così, l'idea di usare l'arte e la cultura per attirare l'attenzione su questo meraviglioso posto sulla terra ha avuto un reale successo.

L'attuale mostra, collocata in un negozio della strada principale di Bedonia (anch’esso sfitto da alcuni anni), presenta opere degli artisti che hanno partecipato al festival, ed è quindi un epilogo del festival stesso.

Ma questa conclusione è, allo stesso tempo, anche l'inizio di un prossimo capitolo nell’impegno a portare arte e cultura in Valle del Taro creando allo stesso tempo un beneficio per l'economia.

Il concetto ispiratore della mostra risale all'iniziativa "Freiraum", già attuata con successo in Germania nei primi anni '90, nel periodo subito dopo la riunificazione tedesca. Allora, gli spazi vacanti nelle città della Germania orientale erano stati utilizzati per progetti culturali e artistici: questo aveva attirato investitori e acquirenti privati verso le varie proprietà e aveva promosso la loro ricostruzione.

"Opus in Artem - In Itinere" funziona in modo simile. Il proprietario dell'immobile lo mette a disposizione senza richiedere affitto per tre mesi; l’organizzazione, a proprie spese, mette in atto i miglioramenti per rendere possibile una mostra all’interno della proprietà stessa.

L'arte internazionale esposta nella mostra attira professionisti e collezionisti anche da città talvolta lontane, come Milano, Bergamo, Parma, Piacenza, La Spezia e Genova: persone qualificate, che probabilmente non sarebbero mai venute nella Valle del Taro senza questa offerta culturale. Questi, a loro volta, portano vendite nei negozi e ristoranti locali, e tornano nelle loro città con impressioni positive della Valle del Taro, che divulgheranno e racconteranno ad altri.

Trascorsi tre mesi, il progetto artistico “Opus in Artem - In Itinere” si sposta in un altro negozio vuoto, lo ristruttura e presenta un altro progetto artistico.

Dopo una mostra, gli immobili messi a disposizione dai proprietari sono sempre in condizioni migliori e più presentabili rispetto a prima dell'evento. Inoltre, il proprietario può utilizzare le immagini e il materiale promozionale della mostra per commercializzare la proprietà gratuitamente, il che aumenta notevolmente la possibilità di generare interesse verso la stessa.

La popolazione locale è molto grata e aperta verso queste iniziative. La mostra è ben visitata, provoca sorrisi, felicità, momenti di sorpresa e soprattutto speranza per tempi migliori. Dopo anni problematici e con ridotte possibilità, sembra che la gente della Valle del Taro stesse solo aspettando l'opportunità di vivere l'arte.

Lo sviluppo economico della valle richiederà ancora un po' di tempo, ma un inizio è stato fatto e, con il sostegno di principio della popolazione locale, anche le future iniziative culturali saranno coronate dal successo. Quindi, la nostra fiducia nell’ambizioso piano di sostenere la valle con la cultura è assolutamente appropriata.

 

Opening hours are:
Tuesday, Wednesday, Friday and Saturday 10.00-12.00 am/4.00-6.00 pm
Opening on Sunday 24 October 2021 from 10 a.m. to 1 p.m. and 3 p.m. to 7 p.m.

 

Italian Version

OPUS IN ARTEM IN ITINERE - I
ARTE KUNST VAL TARO 2021

Le opere realizzate dagli artisti internazionali che hanno partecipato alla prima edizione del festival di residenza per artisti "Arte Kunst Val Taro" potranno essere viste in mostra a Bedonia (Parma, Italia), nello spazio allestito in via Garibaldi 20, dal 24 ottobre al 28 novembre 2021.

La mostra “Opus in Artem In Itinere - Arte Kunst Val Taro” getta un ponte tra due iniziative culturali della Val Taro che perseguono l'obbiettivo ambizioso e sostenibile a lungo termine di contribuire alla ripresa economica della zona attraverso impulsi culturali.

Una ventina di opere, tra pittura, scultura, fotografia e installazioni, sono state realizzate nei negozi riaperti nei comuni di Bedonia, Compiano e Tornolo (con Tarsogno), dove dal 29 luglio all'8 agosto 2021 si è svolto il festival “Arte Kunst Val Taro”.

Gli artisti partecipanti al festival sono stati: Carola Allemandi, Luca Gastaldo, Monika Grycko, Mirsad Herenda, Patricia Lambertus, Tancredi Mangano, Mikos Meininger, Marco Minotti, Stefanie Oberneder, Giuliano Orlandi, Francesco Orrù, Davide Ragazzi e Beatrice Roncallo.

Le opere sono state create utilizzando una grande varietà di materiali, dalle lastre di arenaria ai fogli, dalla carta al vetro. Alcune delle opere hanno un rapporto diretto con la valle o per il tema o per il materiale utilizzato.

Durante il festival questi 13 artisti -provenienti, oltre che dall’Italia, da Bosnia-Erzegovina, Germania e Polonia- hanno lavorato in negozi vuoti da tempo nelle suddette località dell’Alta Valle del Taro.

Gli abitanti locali e i turisti hanno potuto accompagnare il lavoro degli artisti nei loro studi temporanei, fare domande sulle tecniche e i significati delle opere, e quindi stabilire e sperimentare un contatto diretto con l'arte riconosciuta a livello internazionale in un'atmosfera informale e piacevole.

La realizzazione del festival è stata resa possibile, tra l'altro, dal generoso sostegno degli operatori gastronomici e alberghieri locali. Gli artisti invitati hanno infatti goduto di vitto e alloggio gratuiti durante il festival. In cambio, gli artisti hanno “postato” con entusiasmo sui social media le loro esperienze, le foto del fantastico paesaggio della Valle del Taro e, naturalmente, il loro lavoro in loco.

La risposta è stata grande. Attraverso le reti diffuse degli artisti, commenti e domande curiose sulla posizione della Val Taro sono arrivati non solo da seguaci tedeschi e italiani, ma anche da molte altre parti del mondo, come New York, Tokyo e la Finlandia. Così, l'idea di usare l'arte e la cultura per attirare l'attenzione su questo meraviglioso posto sulla terra ha avuto un reale successo.

L'attuale mostra, collocata in un negozio della strada principale di Bedonia (anch’esso sfitto da alcuni anni), presenta opere degli artisti che hanno partecipato al festival, ed è quindi un epilogo del festival stesso.

Ma questa conclusione è, allo stesso tempo, anche l'inizio di un prossimo capitolo nell’impegno a portare arte e cultura in Valle del Taro creando allo stesso tempo un beneficio per l'economia.

Il concetto ispiratore della mostra risale all'iniziativa "Freiraum", già attuata con successo in Germania nei primi anni '90, nel periodo subito dopo la riunificazione tedesca. Allora, gli spazi vacanti nelle città della Germania orientale erano stati utilizzati per progetti culturali e artistici: questo aveva attirato investitori e acquirenti privati verso le varie proprietà e aveva promosso la loro ricostruzione.

"Opus in Artem - In Itinere" funziona in modo simile. Il proprietario dell'immobile lo mette a disposizione senza richiedere affitto per tre mesi; l’organizzazione, a proprie spese, mette in atto i miglioramenti per rendere possibile una mostra all’interno della proprietà stessa.

L'arte internazionale esposta nella mostra attira professionisti e collezionisti anche da città talvolta lontane, come Milano, Bergamo, Parma, Piacenza, La Spezia e Genova: persone qualificate, che probabilmente non sarebbero mai venute nella Valle del Taro senza questa offerta culturale. Questi, a loro volta, portano vendite nei negozi e ristoranti locali, e tornano nelle loro città con impressioni positive della Valle del Taro, che divulgheranno e racconteranno ad altri.

Trascorsi tre mesi, il progetto artistico “Opus in Artem - In Itinere” si sposta in un altro negozio vuoto, lo ristruttura e presenta un altro progetto artistico.

Dopo una mostra, gli immobili messi a disposizione dai proprietari sono sempre in condizioni migliori e più presentabili rispetto a prima dell'evento. Inoltre, il proprietario può utilizzare le immagini e il materiale promozionale della mostra per commercializzare la proprietà gratuitamente, il che aumenta notevolmente la possibilità di generare interesse verso la stessa.

La popolazione locale è molto grata e aperta verso queste iniziative. La mostra è ben visitata, provoca sorrisi, felicità, momenti di sorpresa e soprattutto speranza per tempi migliori. Dopo anni problematici e con ridotte possibilità, sembra che la gente della Valle del Taro stesse solo aspettando l'opportunità di vivere l'arte.

Lo sviluppo economico della valle richiederà ancora un po' di tempo, ma un inizio è stato fatto e, con il sostegno di principio della popolazione locale, anche le future iniziative culturali saranno coronate dal successo. Quindi, la nostra fiducia nell’ambizioso piano di sostenere la valle con la cultura è assolutamente appropriata.

 

Gli orari di apertura sono:
martedì, mercoledì, venerdì e sabato 10.00-12.00 / 16.00-18.00


Carola Allemandi - Group Show "ET CETERA" - ISOLATION" at the Italian Cultural Institute in Prague, Czech Republic

“ET CETERA – ISOLATION: 15 Italian young photographers”

Questo è il nome della mostra che verrà inaugurata all’Istituto Italiano di Cultura a Praga giovedì 21 Ottobre 2021 alle ore 17.30 dedicata al lavoro di 15 giovani fotografi italiani.

La mostra, che propone 45 opere, tre per ogni artista, è a cura dalla FONDAZIONE ELEUTHERIA (Presidente Francesco Augusto Razetto, vicepresidente Ottaviano Maria Razetto, curatore Genny Di Bert) in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Praga diretto da Alberta Lai.

La rassegna - dopo il periodo di forzata chiusura di molte attività che ha interessato soprattutto il mondo della cultura - riporta al centro dell’attività della Fondazione Eleutheria il tema dell’esposizione d’arte con una mostra dedicata a giovani fotografi italiani.

Come ormai da quasi dieci anni con il progetto “ET CETERA” la Fondazione Eleutheria persegue il proposito della ricerca di nuovi talenti, supportando giovani che si cimentano nel mondo delle arti.

I 15 fotografi sono: Carola Allemandi, Olmo Amato, Jordi Alessandro Bello Tabbi, Veronica Benedetti, Benedetta Cari, Sara Davide, Cecilia Del Gatto, Giulia Di Clemente, Ilaria Feoli, Gabriele Gregis, Giacomo Infantino, Veronica Iudici, Angelo Marinelli, Carolina Sartori, Sofia Sotto Corona.

I giovani artisti sono stati scelti da parte dei curatori della mostra (Genny Di Bert, Francesco Augusto Razetto e Ottaviano Maria Razetto) e da Flavio R.G. Mela, dopo una preselezione finale operata grazie alla collaborazione dei critici: Giorgio Bonomi, Micol Di Veroli, Elisabetta Longari, Gianluca Marziani, Gabriele Perretta, Fabrizio Pizzuto, Raffaele Simongini.

 

“ISOLATION” è il tema della mostra.

In un momento in cui comunità e sfera intima dell’individuo come pure l’atto di apparire e quello di nascondersi sono atteggiamenti che spesso coesistono nella vita di tutti noi, in particolare in quella delle giovani generazioni, è importante ed opportuno riflettere sull’isolamento, concepito come solitudine sotto vari aspetti.

“Don't they know we're so afraid? Isolation” sono alcune delle parole della ballata, intitolata proprio “Isolation”, che John Lennon scrisse nel 1970 in un periodo di crisi personale, in un contesto storico-sociale da ridefinire “Trying to change the whole wide world”, constatando anche che “The sun will never disappear, but the world may not have many years”. Pronunciata la parola "isolation", il brano termina, lasciando nell'ascoltatore la stessa sensazione di isolamento che sentiva Lennon.

Questo stato d’animo, oggi così diffuso anche a seguito dell’incertezza sul futuro e del costante rapporto con i media e la realtà virtuale, è percepibile osservando le opere in esposizione. In fondo, è un concetto espresso con differenti forme di creatività ed ispirazione: impalpabile atmosfera generata da immagini fotografiche originali e di forte impatto.

L’esposizione ricrea una sorta di osservatorio privilegiato dell’Italia contemporanea all’interno dello spazio espositivo dell’Istituto Italiano di Cultura in un percorso che si dipanerà dalla Cappella alla sala Capitolare.

La mostra è patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Praga e dalla Camera di Commercio e dell’Industria Italo Ceca.

La mostra rimarrà aperta fino al 12 novembre 2021. Ingresso gratuito.

Istituto Italiano di Cultura di Praga
Vlašska 34, Praha 1
www.iicpraga.esteri.it
www.eleutheria.cz e pagina facebook di Eleutheria Foundation