Patricia Lambertus - "we see you" at the Kunstverein Buchholz/Nordheide, Germany

Patricia Lambertus
"we see you"

31 October - 28 November 2021
Kunstverein Buchholz / Nordheide
Opening of the exhibition Sunday, 31 October 2021, 11 a.m.

(German and Italian version below)

... Once again, we encounter the artist's delight in visually overwhelming the viewer. And in the theatrical staging, in which we are immersed as if in a cosmos that is both familiar and alien to us. Because we know the motifs that are shown to us and because their alliances puzzle us. Different worlds and realities collide. Persons, places and times interact that have nothing to do with each other. Inside and outside are intertwined and logical coherence is suspended.

This distinguishes Patricia Lambertus' work from the painted illusionary spaces of the 19th century into which one enters as if one were part of them. Lambertus creates illusions and deconstructs them at the same time. Proximity and distance as well as different fictions work together. Her work is, as Charles Baudelaire already demanded of art, entirely "de son temps". Contemporary are the strategy of collage, the great medium of modernism, and its implementation on the computer. Both make it possible to create something new for the present and the future from the pictorial detritus of the great narratives of the past. In doing so, Lambertus links these levels both in terms of content and form in the service of her theme: "Identities"...

Michael Stoeber

 

(German Version)

... Wieder begegnet uns hier die Lust der Künstlerin an der visuellen Überwältigung des Betrachters. Und an der theaterhaften Inszenierung, in die wir eintauchen wie in einen Kosmos, der uns zugleich vertraut und fremd ist. Weil wir die Motive kennen, die uns gezeigt werden und weil ihre Allianzen uns vor Rätsel stellen. Unterschiedliche Welten und Wirklichkeiten stoßen aufeinander. Personen, Orte und Zeiten interagieren, die nichts miteinander zu tun haben. Innen und Außen werden miteinander verschränkt und logische Kohärenz außer Kraft gesetzt.

Das unterscheidet das Werk von Patricia Lambertus von den gemalten Illusionsräumen des 19. Jahrhunderts, in die man eintritt, als sei man ein Teil von ihnen. Lambertus schafft Illusionen und dekonstruiert sie zugleich. Nähe und Distanz sowie unterschiedliche Fiktionen wirken zusammen. Ihr Werk ist, wie schon Charles Baudelaire es von der Kunst gefordert hat, ganz und gar „de son temps“. Zeitgemäß sind die Strategie der Collage, das große Medium der Moderne und ihre Umsetzung am Computer. Beide erlauben es, aus dem Bilderschutt der großen Erzählungen der Vergangenheit etwas Neues für die Gegenwart und Zukunft zu schaffen. Dabei verknüpft Lambertus diese Ebenen sowohl inhaltlich als auch formal im Dienste ihres Themas: „Identitäten“...

Michael Stoeber

 

(Italian version)

... Ancora una volta incontriamo il piacere dell'artista nel travolgere visivamente lo spettatore. E nella messa in scena teatrale, in cui siamo immersi come in un cosmo che ci è familiare ed estraneo allo stesso tempo. Perché conosciamo i motivi che ci vengono mostrati e perché le loro alleanze ci lasciano perplessi. Mondi e realtà diverse si scontrano. Interagiscono persone, luoghi e tempi che non hanno niente a che vedere l'uno con l'altro. Interno ed esterno si intrecciano e la coerenza logica è sospesa.

Questo distingue il lavoro di Patricia Lambertus dagli spazi illusori dipinti del XIX secolo in cui si entra come se si facesse parte di essi. Lambertus crea illusioni e le decostruisce allo stesso tempo. La vicinanza e la distanza, così come le diverse finzioni, lavorano insieme. La sua opera è, come già Charles Baudelaire esigeva dall'arte, interamente "de son temps". Contemporanee sono la strategia del collage, il grande mezzo del modernismo, e la sua implementazione sul computer. Entrambi permettono di creare qualcosa di nuovo per il presente e il futuro dai detriti pittorici delle grandi narrazioni del passato. Così facendo, Lambertus collega questi livelli sia in termini di contenuto che di forma al servizio del suo tema: "Identità"...

Michael Stoeber

 

 


Dina Goldstein - "OG Punk" at The Polygon Gallery, Vancouver, Canada

OG Punk

(Italian version below)

An exhibition at the The Polygon Gallery that captures the ethos of punk subculture by Vancouver photographer Dina Goldstein. Taking place on the Gallery's main floor, OG Punk features key figures from the legendary punk scene of the late 1970s and 1980s in Vancouver and Victoria as they are today. Shot mostly in a studio setting, these bona fide original punks perform for the camera, showing off their regalia and tattoos. A photographic mural of collectibles owned by Wendy Thirteen, known as punk rock mama, reveals further clues to their beliefs. The personalities in OG Punk express a particular social identity and at the same time are portrayed as distinct individuals. A photojournalist for thirty years, Dina Goldstein focuses on social commentary through documentary, editorial and staged tableau photography.

Italian version

Una mostra presso la The Polygon Gallery che cattura l'ethos della sottocultura punk della fotografa di Vancouver Dina Goldstein. Al piano principale della galleria, OG Punk presenta le figure chiave della leggendaria scena punk della fine degli anni '70 e '80 a Vancouver e Victoria come sono oggi. Fotografati per lo più in uno studio, questi punk originali in buona fede si esibiscono per la macchina fotografica, mostrando la loro regalia e i loro tatuaggi. Un murale fotografico di oggetti da collezione di proprietà di Wendy Thirteen, conosciuta come mamma del punk rock, rivela ulteriori indizi sulle loro convinzioni. I personaggi di OG Punk esprimono una particolare identità sociale e allo stesso tempo sono ritratti come individui distinti. Fotogiornalista da trent'anni, Dina Goldstein si concentra sul commento sociale attraverso la fotografia documentaria.

 


Opus In Artem - Group Show "Opus in Artem In Itinere - I"

OPUS IN ARTEM IN ITINERE - I
ARTE KUNST VAL TARO 2021

Watch the show and Viewing room also online in Artsy!

(see Italian version below)

Le opere realizzate dagli artisti internazionali che hanno partecipato alla prima edizione del festival di residenza per artisti "Arte Kunst Val Taro" potranno essere viste in mostra a Bedonia (Parma, Italia), nello spazio allestito in via Garibaldi 20, dal 24 ottobre al 28 novembre 2021.

La mostra “Opus in Artem In Itinere - Arte Kunst Val Taro” getta un ponte tra due iniziative culturali della Val Taro che perseguono l'obbiettivo ambizioso e sostenibile a lungo termine di contribuire alla ripresa economica della zona attraverso impulsi culturali.

Una ventina di opere, tra pittura, scultura, fotografia e installazioni, sono state realizzate nei negozi riaperti nei comuni di Bedonia, Compiano e Tornolo (con Tarsogno), dove dal 29 luglio all'8 agosto 2021 si è svolto il festival “Arte Kunst Val Taro”.

Gli artisti partecipanti al festival sono stati: Carola Allemandi, Luca Gastaldo, Monika Grycko, Mirsad Herenda, Patricia Lambertus, Tancredi Mangano, Mikos Meininger, Marco Minotti, Stefanie Oberneder, Giuliano Orlandi, Francesco Orrù, Davide Ragazzi e Beatrice Roncallo.

Le opere sono state create utilizzando una grande varietà di materiali, dalle lastre di arenaria ai fogli, dalla carta al vetro. Alcune delle opere hanno un rapporto diretto con la valle o per il tema o per il materiale utilizzato.

Durante il festival questi 13 artisti -provenienti, oltre che dall’Italia, da Bosnia-Erzegovina, Germania e Polonia- hanno lavorato in negozi vuoti da tempo nelle suddette località dell’Alta Valle del Taro.

Gli abitanti locali e i turisti hanno potuto accompagnare il lavoro degli artisti nei loro studi temporanei, fare domande sulle tecniche e i significati delle opere, e quindi stabilire e sperimentare un contatto diretto con l'arte riconosciuta a livello internazionale in un'atmosfera informale e piacevole.

La realizzazione del festival è stata resa possibile, tra l'altro, dal generoso sostegno degli operatori gastronomici e alberghieri locali. Gli artisti invitati hanno infatti goduto di vitto e alloggio gratuiti durante il festival. In cambio, gli artisti hanno “postato” con entusiasmo sui social media le loro esperienze, le foto del fantastico paesaggio della Valle del Taro e, naturalmente, il loro lavoro in loco.

La risposta è stata grande. Attraverso le reti diffuse degli artisti, commenti e domande curiose sulla posizione della Val Taro sono arrivati non solo da seguaci tedeschi e italiani, ma anche da molte altre parti del mondo, come New York, Tokyo e la Finlandia. Così, l'idea di usare l'arte e la cultura per attirare l'attenzione su questo meraviglioso posto sulla terra ha avuto un reale successo.

L'attuale mostra, collocata in un negozio della strada principale di Bedonia (anch’esso sfitto da alcuni anni), presenta opere degli artisti che hanno partecipato al festival, ed è quindi un epilogo del festival stesso.

Ma questa conclusione è, allo stesso tempo, anche l'inizio di un prossimo capitolo nell’impegno a portare arte e cultura in Valle del Taro creando allo stesso tempo un beneficio per l'economia.

Il concetto ispiratore della mostra risale all'iniziativa "Freiraum", già attuata con successo in Germania nei primi anni '90, nel periodo subito dopo la riunificazione tedesca. Allora, gli spazi vacanti nelle città della Germania orientale erano stati utilizzati per progetti culturali e artistici: questo aveva attirato investitori e acquirenti privati verso le varie proprietà e aveva promosso la loro ricostruzione.

"Opus in Artem - In Itinere" funziona in modo simile. Il proprietario dell'immobile lo mette a disposizione senza richiedere affitto per tre mesi; l’organizzazione, a proprie spese, mette in atto i miglioramenti per rendere possibile una mostra all’interno della proprietà stessa.

L'arte internazionale esposta nella mostra attira professionisti e collezionisti anche da città talvolta lontane, come Milano, Bergamo, Parma, Piacenza, La Spezia e Genova: persone qualificate, che probabilmente non sarebbero mai venute nella Valle del Taro senza questa offerta culturale. Questi, a loro volta, portano vendite nei negozi e ristoranti locali, e tornano nelle loro città con impressioni positive della Valle del Taro, che divulgheranno e racconteranno ad altri.

Trascorsi tre mesi, il progetto artistico “Opus in Artem - In Itinere” si sposta in un altro negozio vuoto, lo ristruttura e presenta un altro progetto artistico.

Dopo una mostra, gli immobili messi a disposizione dai proprietari sono sempre in condizioni migliori e più presentabili rispetto a prima dell'evento. Inoltre, il proprietario può utilizzare le immagini e il materiale promozionale della mostra per commercializzare la proprietà gratuitamente, il che aumenta notevolmente la possibilità di generare interesse verso la stessa.

La popolazione locale è molto grata e aperta verso queste iniziative. La mostra è ben visitata, provoca sorrisi, felicità, momenti di sorpresa e soprattutto speranza per tempi migliori. Dopo anni problematici e con ridotte possibilità, sembra che la gente della Valle del Taro stesse solo aspettando l'opportunità di vivere l'arte.

Lo sviluppo economico della valle richiederà ancora un po' di tempo, ma un inizio è stato fatto e, con il sostegno di principio della popolazione locale, anche le future iniziative culturali saranno coronate dal successo. Quindi, la nostra fiducia nell’ambizioso piano di sostenere la valle con la cultura è assolutamente appropriata.

 

Opening hours are:
Tuesday, Wednesday, Friday and Saturday 10.00-12.00 am/4.00-6.00 pm
Opening on Sunday 24 October 2021 from 10 a.m. to 1 p.m. and 3 p.m. to 7 p.m.

 

Italian Version

OPUS IN ARTEM IN ITINERE - I
ARTE KUNST VAL TARO 2021

Le opere realizzate dagli artisti internazionali che hanno partecipato alla prima edizione del festival di residenza per artisti "Arte Kunst Val Taro" potranno essere viste in mostra a Bedonia (Parma, Italia), nello spazio allestito in via Garibaldi 20, dal 24 ottobre al 28 novembre 2021.

La mostra “Opus in Artem In Itinere - Arte Kunst Val Taro” getta un ponte tra due iniziative culturali della Val Taro che perseguono l'obbiettivo ambizioso e sostenibile a lungo termine di contribuire alla ripresa economica della zona attraverso impulsi culturali.

Una ventina di opere, tra pittura, scultura, fotografia e installazioni, sono state realizzate nei negozi riaperti nei comuni di Bedonia, Compiano e Tornolo (con Tarsogno), dove dal 29 luglio all'8 agosto 2021 si è svolto il festival “Arte Kunst Val Taro”.

Gli artisti partecipanti al festival sono stati: Carola Allemandi, Luca Gastaldo, Monika Grycko, Mirsad Herenda, Patricia Lambertus, Tancredi Mangano, Mikos Meininger, Marco Minotti, Stefanie Oberneder, Giuliano Orlandi, Francesco Orrù, Davide Ragazzi e Beatrice Roncallo.

Le opere sono state create utilizzando una grande varietà di materiali, dalle lastre di arenaria ai fogli, dalla carta al vetro. Alcune delle opere hanno un rapporto diretto con la valle o per il tema o per il materiale utilizzato.

Durante il festival questi 13 artisti -provenienti, oltre che dall’Italia, da Bosnia-Erzegovina, Germania e Polonia- hanno lavorato in negozi vuoti da tempo nelle suddette località dell’Alta Valle del Taro.

Gli abitanti locali e i turisti hanno potuto accompagnare il lavoro degli artisti nei loro studi temporanei, fare domande sulle tecniche e i significati delle opere, e quindi stabilire e sperimentare un contatto diretto con l'arte riconosciuta a livello internazionale in un'atmosfera informale e piacevole.

La realizzazione del festival è stata resa possibile, tra l'altro, dal generoso sostegno degli operatori gastronomici e alberghieri locali. Gli artisti invitati hanno infatti goduto di vitto e alloggio gratuiti durante il festival. In cambio, gli artisti hanno “postato” con entusiasmo sui social media le loro esperienze, le foto del fantastico paesaggio della Valle del Taro e, naturalmente, il loro lavoro in loco.

La risposta è stata grande. Attraverso le reti diffuse degli artisti, commenti e domande curiose sulla posizione della Val Taro sono arrivati non solo da seguaci tedeschi e italiani, ma anche da molte altre parti del mondo, come New York, Tokyo e la Finlandia. Così, l'idea di usare l'arte e la cultura per attirare l'attenzione su questo meraviglioso posto sulla terra ha avuto un reale successo.

L'attuale mostra, collocata in un negozio della strada principale di Bedonia (anch’esso sfitto da alcuni anni), presenta opere degli artisti che hanno partecipato al festival, ed è quindi un epilogo del festival stesso.

Ma questa conclusione è, allo stesso tempo, anche l'inizio di un prossimo capitolo nell’impegno a portare arte e cultura in Valle del Taro creando allo stesso tempo un beneficio per l'economia.

Il concetto ispiratore della mostra risale all'iniziativa "Freiraum", già attuata con successo in Germania nei primi anni '90, nel periodo subito dopo la riunificazione tedesca. Allora, gli spazi vacanti nelle città della Germania orientale erano stati utilizzati per progetti culturali e artistici: questo aveva attirato investitori e acquirenti privati verso le varie proprietà e aveva promosso la loro ricostruzione.

"Opus in Artem - In Itinere" funziona in modo simile. Il proprietario dell'immobile lo mette a disposizione senza richiedere affitto per tre mesi; l’organizzazione, a proprie spese, mette in atto i miglioramenti per rendere possibile una mostra all’interno della proprietà stessa.

L'arte internazionale esposta nella mostra attira professionisti e collezionisti anche da città talvolta lontane, come Milano, Bergamo, Parma, Piacenza, La Spezia e Genova: persone qualificate, che probabilmente non sarebbero mai venute nella Valle del Taro senza questa offerta culturale. Questi, a loro volta, portano vendite nei negozi e ristoranti locali, e tornano nelle loro città con impressioni positive della Valle del Taro, che divulgheranno e racconteranno ad altri.

Trascorsi tre mesi, il progetto artistico “Opus in Artem - In Itinere” si sposta in un altro negozio vuoto, lo ristruttura e presenta un altro progetto artistico.

Dopo una mostra, gli immobili messi a disposizione dai proprietari sono sempre in condizioni migliori e più presentabili rispetto a prima dell'evento. Inoltre, il proprietario può utilizzare le immagini e il materiale promozionale della mostra per commercializzare la proprietà gratuitamente, il che aumenta notevolmente la possibilità di generare interesse verso la stessa.

La popolazione locale è molto grata e aperta verso queste iniziative. La mostra è ben visitata, provoca sorrisi, felicità, momenti di sorpresa e soprattutto speranza per tempi migliori. Dopo anni problematici e con ridotte possibilità, sembra che la gente della Valle del Taro stesse solo aspettando l'opportunità di vivere l'arte.

Lo sviluppo economico della valle richiederà ancora un po' di tempo, ma un inizio è stato fatto e, con il sostegno di principio della popolazione locale, anche le future iniziative culturali saranno coronate dal successo. Quindi, la nostra fiducia nell’ambizioso piano di sostenere la valle con la cultura è assolutamente appropriata.

 

Gli orari di apertura sono:
martedì, mercoledì, venerdì e sabato 10.00-12.00 / 16.00-18.00


Carola Allemandi - Group Show "ET CETERA" - ISOLATION" at the Italian Cultural Institute in Prague, Czech Republic

“ET CETERA – ISOLATION: 15 Italian young photographers”

Questo è il nome della mostra che verrà inaugurata all’Istituto Italiano di Cultura a Praga giovedì 21 Ottobre 2021 alle ore 17.30 dedicata al lavoro di 15 giovani fotografi italiani.

La mostra, che propone 45 opere, tre per ogni artista, è a cura dalla FONDAZIONE ELEUTHERIA (Presidente Francesco Augusto Razetto, vicepresidente Ottaviano Maria Razetto, curatore Genny Di Bert) in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Praga diretto da Alberta Lai.

La rassegna - dopo il periodo di forzata chiusura di molte attività che ha interessato soprattutto il mondo della cultura - riporta al centro dell’attività della Fondazione Eleutheria il tema dell’esposizione d’arte con una mostra dedicata a giovani fotografi italiani.

Come ormai da quasi dieci anni con il progetto “ET CETERA” la Fondazione Eleutheria persegue il proposito della ricerca di nuovi talenti, supportando giovani che si cimentano nel mondo delle arti.

I 15 fotografi sono: Carola Allemandi, Olmo Amato, Jordi Alessandro Bello Tabbi, Veronica Benedetti, Benedetta Cari, Sara Davide, Cecilia Del Gatto, Giulia Di Clemente, Ilaria Feoli, Gabriele Gregis, Giacomo Infantino, Veronica Iudici, Angelo Marinelli, Carolina Sartori, Sofia Sotto Corona.

I giovani artisti sono stati scelti da parte dei curatori della mostra (Genny Di Bert, Francesco Augusto Razetto e Ottaviano Maria Razetto) e da Flavio R.G. Mela, dopo una preselezione finale operata grazie alla collaborazione dei critici: Giorgio Bonomi, Micol Di Veroli, Elisabetta Longari, Gianluca Marziani, Gabriele Perretta, Fabrizio Pizzuto, Raffaele Simongini.

 

“ISOLATION” è il tema della mostra.

In un momento in cui comunità e sfera intima dell’individuo come pure l’atto di apparire e quello di nascondersi sono atteggiamenti che spesso coesistono nella vita di tutti noi, in particolare in quella delle giovani generazioni, è importante ed opportuno riflettere sull’isolamento, concepito come solitudine sotto vari aspetti.

“Don't they know we're so afraid? Isolation” sono alcune delle parole della ballata, intitolata proprio “Isolation”, che John Lennon scrisse nel 1970 in un periodo di crisi personale, in un contesto storico-sociale da ridefinire “Trying to change the whole wide world”, constatando anche che “The sun will never disappear, but the world may not have many years”. Pronunciata la parola "isolation", il brano termina, lasciando nell'ascoltatore la stessa sensazione di isolamento che sentiva Lennon.

Questo stato d’animo, oggi così diffuso anche a seguito dell’incertezza sul futuro e del costante rapporto con i media e la realtà virtuale, è percepibile osservando le opere in esposizione. In fondo, è un concetto espresso con differenti forme di creatività ed ispirazione: impalpabile atmosfera generata da immagini fotografiche originali e di forte impatto.

L’esposizione ricrea una sorta di osservatorio privilegiato dell’Italia contemporanea all’interno dello spazio espositivo dell’Istituto Italiano di Cultura in un percorso che si dipanerà dalla Cappella alla sala Capitolare.

La mostra è patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Praga e dalla Camera di Commercio e dell’Industria Italo Ceca.

La mostra rimarrà aperta fino al 12 novembre 2021. Ingresso gratuito.

Istituto Italiano di Cultura di Praga
Vlašska 34, Praha 1
www.iicpraga.esteri.it
www.eleutheria.cz e pagina facebook di Eleutheria Foundation


Luca Gastaldo BLUE - Artsy Viewing Room

Opus in Artem is pleased to present the first online exhibition of Luca Gastaldo on Artsy:

'Luca Gastaldo: Blue'

This viewing room, which is availabe until October 28, 2021, shows selected works by the artist that are exclusively dedicated to the colour blue and its varied connotations as it sometimes dominates the landscape, and at other times the skyscape, and sometimes there is a fusion of both, when at sea.

It is rare to find such a deep identification between an artist and his work. When you meet Luca Gastaldo in person you can sense spontaneity, a frankness, but also a simplicity and reserve that inhabit a pure, though troubled, and undeniably tormented, soul, of which you would not be aware at first. Luca Gastaldo's artistic language is striking for the naturalness with which he manages to engage with a spectator and then to make the chords of emotion and enchantment vibrate through his work.

Neo-romantic in a sense certainly not decadent, Gastaldo has command of the poetry and grace to speak to us about light and its opposite. In these works, the artist takes us by the hand and introduces us to these rarefied and impalpable landscapes of the soul, which are sometimes ghostly, sometimes gentle. There is reference to memory and to what our mind brings to the surface of a memory as we rework it, without ultimate command or control of its power.

Luca Gastaldo's painting is so vibrant with a romantic spirit it almost leads one to believe that the landscape depicted is the subject and not the object of observation. From the black background of the bitumen drawn from the innermost aspect of his soul, the artist proceeds by subtraction, removing the darkness and perhaps even the pain of man, to recover unexpected glimpses of light that lead us on and to continue to believe.

Go to the viewing room!


Art Site Fest 2021 - Opus in Artem presents Carola Allemandi at the Castello di Ussel (AO), Italy

25/09 – 30/10 2021

CAROLA ALLEMANDI
MONTAGNA VIVA

Ussel Castle, Chatillon (AO), Italy

Exhibition on occasion of the Art Site Fest 2021 curated by Domenico Maria Papa

In close contact with the nature that surrounds us, Carola Allemandi's photographs speak to us through the technique of black and white.

Surrounded by the mountains of Valle D'Aosta, in the green valley of Châtillon, stands Ussel Castle. Recently renovated, it inaugurates its cultural season with an exhibition of photographs by the artist Carola Allemandi, as part of the festival Art Site Fest 2021 - CLOSENESS.

 

25/09 – 30/10 2021

CAROLA ALLEMANDI
MONTAGNA VIVA

Castello di Ussel, Chatillon (AO), Italia

In stretto contatto con la natura che ci circonda, le fotografie di Carola Allemandi ci parlano attraverso la tecnica del bianco e nero.

Circondato dalle montagne della Valle D’Aosta, immerso nel verde della vallata di Châtillon, si erge il Castello di Ussel. Da poco ristrutturato, inaugura la sua stagione culturale con un’esposizione di fotografie dell’artista Carola Allemandi, nell’ambito di Art Site Fest 2021 CLOSENESS.


Arte Kunst Val Taro - A strategic cultural and creative regeneration plan for the Taro Valley

ARTE KUNST VAL TARO
A strategic cultural and creative regeneration plan for the Taro Valley

 

(Italian version below)

The Festival Arte Kunst Val Taro will be held from 29 July to 8 August 2021 in the Upper Valtellina towns of Bedonia, Compiano, Tornolo and Tarsogno.

The project has been organized by a German-Italian couple, who have been active for years in Milan in the field of art promotion and have recently moved to Bedonia: Bianca Maria Rizzi and Matthias Ritter. For the organic development and management of the initiative, they also had the help of the architect Enza Di Vinci from Genoa. Enza Di Vinci from Genoa.

The collaboration and experience of Bedonia's "La Pieve Association" (Centro Commerciale Naturale), passionately directed by Marco Mariani, was fundamental in giving this beautiful idea a concrete chance. Behind it, there was also the collaboration of the municipalities (headed by Bedonia) and the support of 13 local associations and many private sponsors. The main idea of the event is to revive for ten days the empty shops in the various villages by hosting the activities of 13 established artists, thus filling them with life, creativity and dialogue on art and culture.

The invited artists are Carola Allemandi (Turin), Luca Gastaldo (Varese), Monika Grycko (Faenza), Mirsad Herenda (Bremen, GER), Patricia Lambertus (Berlin, GER), Tancredi Mangano (Milan), Mikos Meininger (Potsdam, GER), Marco Minotti (Meda), Stefanie Oberneder (Carrara), Giuliano Orlandi (Carrara), Francesco Orrù (Biella), Davide Ragazzi (Genoa), Beatrice Roncallo (Genoa).

The artists will send a minimum of daily posts documenting the progress of their work in progress, and the environment of their residence in our valley, with a list of obligatory hashtags. Hotels, restaurants and other establishments involved in this initiative will thus be documented and promoted by the artists through their social channels, with small live videos, visible to the numerous followers in various countries.

Dulcis in fundo, to further enliven and enrich the festival, 9 out of 11 days of musical evenings are planned in the towns involved, with a very varied and qualified offer of opera, rock, folk and jazz music; and four of the concerts will be preceded by "conversations with the artist" or explanations of the project by the organizers.
At the end, with the works created during the residency, and with others by the artists themselves, an exhibition will be set up in the oratory of San Rocco in Tornolo (vernissage on Saturday 7 August).

This is an ambitious project, which requires a strong commitment on the part of the organizers and collaborators; but it is also a wide-ranging and well thought-out project, which can lead to a win-win situation.

Artists can experience an intense and creative period, expanding their professional network through meetings with other artists. The people of the valley, on the other hand, receive an input of culture linked to an immediate and potential economic growth of the area.

 

Italian version

ARTE KUNST VAL TARO
Un piano strategico di rigenerazione culturale e creativa per la Valle del Taro

Il Festival Arte Kunst Val Taro si terrà dal 29 luglio all'8 agosto 2021 nei centri altovaltaresi di Bedonia, Compiano, Tornolo e Tarsogno.

Il progetto è stato organizzato da una coppia italo-tedesca, da anni attiva a Milano nel campo della promozione artistica, e trasferitasi da poco a Bedonia: Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter. Gli stessi, per lo sviluppo organico e la conduzione dell'iniziativa, si sono anche valsi dell'aiuto dell'arch. Enza Di Vinci, di Genova.

Fondamentale, per dare concrete possibilità a questa bella idea, è poi stata la collaborazione e l'esperienza della “Associazione La Pieve” di Bedonia (Centro Commerciale Naturale), diretta con passione da Marco Mariani. Dietro di essa, è venuta anche la collaborazione dei Comuni (capofila, quello di Bedonia) ed il supporto di 13 Associazioni del territorio e dei molti sponsor privati. Idea cardine della manifestazione è quella di far rivivere per dieci giorni le botteghe vuote nei vari paesi ospitandovi l'attività di 13 artisti affermati, e riempiendole così di vita, creatività, dialoghi sull’arte e la cultura.

Gli artisti invitati sono Carola Allemandi (Torino), Luca Gastaldo (Varese), Monika Grycko (Faenza), Mirsad Herenda (Brema, GER), Patricia Lambertus (Berlino, GER), Tancredi Mangano (Milano), Mikos Meininger (Potsdam, GER), Marco Minotti (Meda), Stefanie Oberneder (Carrara), Giuliano Orlandi (Carrara), Francesco Orrù (Biella), Davide Ragazzi (Genova), Beatrice Roncallo (Genova).

Gli artisti invieranno un minimo di post quotidiani che documentino il progresso dei loro lavori in corso, e l’ambiente della loro residenza nella nostra valle, con un elenco di hashtag obbligatori. Alberghi, ristoranti ed altre realtà coinvolti in questa iniziativa verranno così documentati e promossi dagli artisti attraverso i loro canali social, con piccoli video in presa diretta, visibili dai numerosi followers in vari paesi.

Dulcis in fundo, ad allietare ed arricchire ulteriormente il festival, nell'ambito delle località interessate sono previste, per ben 9 giorni su 11, serate musicali con un'offerta assai varia e qualificata tra musica lirica, rock, folk e jazz; e quattro dei concerti saranno preceduti da altrettante "conversazioni con l'artista" o spiegazioni del progetto da parte degli organizzatori.
Al termine, con le opere realizzate durante la residenza, e con altre degli stessi artisti, verrà allestita una mostra nell'oratorio di San Rocco a Tornolo (vernissage il sabato 7 agosto).

Si tratta di un progetto ambizioso, che richiede un forte impegno da parte di organizzatori e collaboratori; ma è anche un progetto di ampio respiro e ben congegnato, che può portare ad una situazione favorevole per tutti.
Gli artisti possono vivere un periodo intenso e creativo, ampliando la loro rete professionale attraverso gli incontri con altri artisti. La gente della valle, invece, riceve un input di cultura collegato ad un'immediata e potenziale crescita economica della zona.

 

 


Dina Goldstein - "In the Dollhouse" at Estensioni Oltre.LoSpazio, Carrara, Italy

Dina Goldstein "In the Dollhouse"
Estensioni Oltre.LoSpazio, in Carrara (Italy)

(find Italian version below)

Saturday 12th June 2021, at 6.30 pm, at Estensioni Oltre.LoSpazio, in Carrara (Italy), inaugurates "In the Dollhouse", a solo exhibition of Dina Goldstein, artist born in 1969 in Tel Aviv (Israel), who lives and works in Vancouver (Canada). The exhibition is curated by Enza Di Vinci and organized by Opus in Artem and Davide Ragazzi Art Studio Gallery.

In the last decades of the twentieth century, American art is experiencing an eclectic moment; American Realism, Pop Art, Conceptual Art and Minimal Art, are sources of inspiration for numerous new art currents that evoke those of the recent past to break away from it. Numerous expressive codes and media are mixed, in an only apparently rash way, to activate a synthetic and pungent artistic communication. From 1990 to 2000, kitsch, gothic novel, comic strip, science fiction, folk and fairytale illustration, advertising, religious iconography, film, decorative arts, academic painting, video and photography are used by American artists to propose mutant versions of realism and pop art, expressing particular concepts, such as aversion to modernist utopias, authoritarianism and machismo; verification of one's identity; self-determination within the society; opposition to media beauty standards. The communicative power of images (photography, graphics, advertising, cinema and video) is exploited to the maximum to express canons of conceptual distancing from contemporary aesthetics. An artistic current that consolidated in this period and to which the artistic production of Dina Goldstein is often associated is Lowbrow Art or Pop Surrealism (emerged in 1980 in Southern California). Despite many similarities between the work of Dina Goldstein and the Lowbrow artists, such a classification cannot be exhaustive.

Dina Goldstein moved from Tel Aviv to Vancouver in 1976 at the age of seven. She grows up and completes a university course of study in a multi-ethnic, officially anglophone city. Canada and Northern Europe share common elements from a natural, cultural and sociological point of view.

"The frontier life, always at the mercy of a harsh climate for much of the year, creates a sort of defensive and collaborative sociality. Compared to the USA, in Canada, also thanks to legislation, the frenetic thrust of competition that characterizes and, in some ways, penalizes US society is absent” (A. Gazzola).

Dina Goldstein began to devote herself to artistic photography in 2007, after 14 years of professional activity as a photojournalist and editorial photographer. It is not surprising to find, in her work, an aptitude for acute observation of society, a critical look at political current events, a strong reference to contemporary sociology.

Dina Goldstein’s photography is characterized by a refined classicism, a pop soul and some glamour elements, balanced within an essential narrative, enriched with irony, cynicism and comedy. In her works we can glimpse an aesthetic reference to North European photography and cinema, to American television series, comics, literature and European painting. The technique she uses the most is the tableau vivant in photography. The process that leads to the creation of this type of work can take up to 2 years; it involves the preparation of a film set, photographic shots with a medium format Hasselblad (with wide-angle lens) and accurate postproduction.

The “In the Dollhouse” series, created in 2012, consists of ten shots, which narrate the life and crisis of Barbie and Ken. On the set, the two characters, played by Regan Blake and Nate Campbell, adequately made up and arranged in static poses, are portrayed in moments of everyday life inside their idyllic pink house. Ken is happily discovering his true identity; in parallel, Barbie experiences a moment of inner crisis that will lead to a sad ending: the radical cut of the thick lock of blond hair, depression, the loss of Barbie's head. The "real life doll" is used by Dina G. to stimulate critical thinking about unattainable beauty standards and identity traps innervated in popular culture.

The exhibition "In the Dollhouse" is set up in the rooms of Estensioni Oltre.LoSpazio, an exhibition space directed by Giovanna Ambrogi, Daniela Borri, Selene Frosini, Stefanie Oberneder, 4 contemporary artists who live and work in Carrara and intend to offer citizens and international tourists who experience the city the opportunity to get closer to international contemporary art.

The organization of the exhibition was carried out by Opus in Artem and Davide Ragazzi Art Studio Gallery. Opus in Artem is an information, consultancy, research and mediation platform in the international cultural sector and represents Dina Goldstein in Italy. Davide Ragazzi Art Studio Gallery is an art studio and gallery based in Genoa (Italy).

 

Dina Goldstein, In the Dollhouse, solo exhibition
Curating and text: Enza Di Vinci
Graphic Design: Davide Ragazzi
Exhibit Design: Enza Di Vinci
Organisation: Opus in Artem, Davide Ragazzi Art Studio Gallery, Estensioni Oltre.LoSpazio
Supporters: APS Oltre and Carrara Studi Aperti

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Dina Goldstein "In the Dollhouse"
Estensioni Oltre.LoSpazio, in Carrara (Italy)

Sabato 12 giugno 2021, alle ore 18.30, presso Estensioni Oltre.LoSpazio, a Carrara (Italia), inaugura “In the Dollhouse”, mostra personale di Dina Goldstein, artista nata nel 1969 a Tel Aviv (Israele), che vive e lavora a Vancouver (Canada). La mostra è curata da Enza Di Vinci e organizzata da Opus in Artem e Davide Ragazzi Art Studio Gallery.

Negli ultimi decenni del Novecento, l’arte americana vive un momento eclettico; il Realismo americano, la Pop Art, l’Arte concettuale e la Minimal Art, sono fonti d’ispirazione per numerose nuove correnti artistiche che rievocano quelle del passato recente per distaccarsene. Numerosi codici espressivi e media sono rimescolati, in maniera solo apparentemente inconsulta, per attivare una comunicazione artistica sintetica e pungente. Dal 1990 al 2000, kitsch, romanzo gotico, fumetto, fantascienza, illustrazione popolare e fiabesca, pubblicità, iconografia religiosa, cinema, arti decorative, pittura accademica, video e fotografia sono utilizzati dagli artisti americani per proporre versioni mutanti di realismo e pop art, esprimendo particolari concetti, quali l’avversione verso le utopie moderniste, l’autoritarismo e il machismo; la verifica della propria identità; l’autodeterminazione all’interno della società; l’opposizione a canoni di bellezza mediatica. Il potere comunicativo delle immagini (fotografia, grafica, pubblicità, cinema e video) è sfruttato al massimo per esprimere canoni di allontanamento concettuale dalle estetiche contemporanee. Una corrente artistica che si consolida in questo periodo e alla quale è spesso associata la produzione artistica di Dina Goldstein è la Lowbrow Art o Pop Surrealism (emersa nel 1980 nel sud della California). Nonostante molte similitudini fra il lavoro di D. G. e gli artisti della Lowbrow, una simile classificazione non può essere esaustiva.

Dina Goldstein si trasferisce da Tel Aviv a Vancouver nel 1976, all’età di 7 anni. Cresce e completa un percorso di studi universitario in una città multietnica, ufficialmente anglofona. Il Canada e l’Europa del Nord condividono elementi comuni sotto il profilo naturale, culturale e sociologico. “La vita di “frontiera”, sempre alla mercé di un clima rigido per molta parte dell’anno, crea una sorta di socialità difensiva e collaborativa. Rispetto agli USA, in Canada, anche grazie alla legislazione, è assente quella spinta frenetica alla competizione che caratterizza e per certi versi penalizza la società statunitense” (A. Gazzola). Dina Goldstein inizia a dedicarsi alla fotografia artistica nel 2007, dopo 14 anni di attività professionale come fotoreporter e fotografa editoriale. Non stupisce riscontrare, nel suo lavoro, un’attitudine all’osservazione acuta della società, uno sguardo critico sull’attualità politica, un forte rimando alla sociologia contemporanea.

La fotografia di Dina G. è caratterizzata da un classicismo raffinato, un’anima pop e alcuni elementi glamour, equilibrati all’interno di una narrazione essenziale, arricchita di ironia cinismo e comicità. Nelle sue opere si intravede un richiamo estetico alla fotografia e al cinema del Nord Europa, alle serie televisive americane, al fumetto, alla letteratura e alla pittura europea. La tecnica che utilizza maggiormente è il tableau vivant in fotografia. Il processo che porta alla realizzazione di questa tipologia di opere può durare anche 2 anni: prevede l’allestimento di un set cinematografico, scatti fotografici con una Hasselblad medio formato (con obiettivo grandangolare) e una post-produzione accurata.

La serie “In the Dollhouse”, realizzata nel 2012, si compone di 10 scatti, che narrano la vita e la crisi di Barbie e Ken. Sul set, i due personaggi, interpretati da Regan Blake e Nate Campbell, adeguatamente truccati e sistemati in pose statiche, sono ritratti in momenti di vita quotidiana all’interno della loro idilliaca casa rosa. Ken è alla scoperta felice della sua vera identità; in parallelo, Barbie vive un momento di crisi interiore che porterà ad un triste finale: il taglio radicale della folta chioma di capelli biondi, la depressione, la perdita della testa di Barbie. La “bambola dalla vita vera” è utilizzata da Dina G. per stimolare il pensiero critico su standard di bellezza irraggiungibili e trappole identitarie innervate nella cultura popolare.

La mostra “In the Dollhouse” è allestita nelle sale di Estensioni Oltre.LoSpazio, uno spazio espositivo diretto da Giovanna Ambrogi, Daniela Borri, Selene Frosini, Stefanie Oberneder, 4 artiste contemporanee che vivono e lavorano a Carrara e intendono offrire ai cittadini e ai turisti internazionali che vivono la città l’opportunità di avvicinarsi all’arte contemporanea internazionale.

L’organizzazione della mostra è stata realizzata da Opus in Artem e Davide Ragazzi Art Studio Gallery. Opus in Artem è una piattaforma di informazione, consulenza, ricerca e mediazione nel settore culturale internazionale e rappresenta D.G. in Italia. Davide Ragazzi Art Studio Gallery è uno studio d’arte e galleria con sede a Genova (Italia).

 

Dina Goldstein - In the Dollhouse
Curatela e testo: Enza Di Vinci
Graphic Design: Davide Ragazzi
Exhibit Design: Enza Di Vinci
Organizzazione: Opus in Artem, Davide Ragazzi Art Studio Gallery, Estensioni Oltre.LoSpazio
Supporters: APS Oltre and Carrara Studi Aperti


Group Show "Radici" at the Castello di Compiano, Parma, Italy

Opus in Artem presents the group show RADICI
Castello di Compiano, Parma, Italy

Curated by Bianca Maria Rizzi

Partecipating artists:
Luca Gastaldo, Mirsad Herenda, Mihailo Beli Karanovic, Tancredi Mangano, Karl Menzen, Francesco Orrù, Enzo Rovella

Opening December 28, 2019
The exhibition continues until 21 March 2020

The exhibition takes place at the Castle of Compiano among the rooms of the Marquise Gambarotta: the mixture of contemporary sculpture and painting and antique furnishings, paintings, screens, vases and old trimmings, paper wallpaper and coffered ceilings will be a very exciting journey.


Dina Goldstein - Group Show "Yes, we Ken!" at the Pasinger Fabrik, Munich, Germany

12 / 12 2019 - 19 / 01 2020

"Yes, we Ken!"

Pasinger Fabrik
Munich, Germany

Watch the show on münchen.tv


About Ken on contemporary art and society

Curators: Augusta Laar and Stefan-Maria Mittendorf

When Elliot and Barbara Handler invented Barbie's "boyfriend" for the Mattel company in 1961, he was modelled on the male ideal of the time, singer Neil Diamond. From then on, the well-dressed and somewhat stuffy Ken stood by Barbie's side as partner and inventor of her special household appliances. Ken and Barbie thus represented the American dream couple and advanced to become the plastic icons of Western culture. As a mirror of social developments, Ken became "Superstar Ken 1977" and "Earring Magic Ken 1993". The "Hipster Ken" with a fashionable man's bun no longer casts doubt on Ken's contemporaneity.
The exhibition focuses on the construction and transformation of the male image, exemplified by the legendary Ken doll and its reception in art and society. Not only will Augusta Laar's unique Ken collection of almost 100 dolls be presented, but the two curators have also invited international contemporary artists who have dealt intensively with the Ken doll by Mattel and who reflect on male identity and social change.

 

Participating artists
Dörthe Bäumer (Germany), Birthe Blauth (Germany), Stefan Stratil (Austria), Jana Cruder (USA), Dina Goldstein (Canada), Augusta Laar (Germany), Felix Müller (Germany), Olaf Probst (Germany), Sands Murray-Wassink (Netherlands), Rose Stach & Gisbert Stach (Germany) and Robert Weissenbacher (Germany).

 

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