Dina Goldstein - One day and two weeks in Alessandria

OPUS IN ARTEM e l`Associazione Serpaglio Lichtenberg
in collaborazione con Alezon + ideAle2050
è lieta di annunciare:

DINA GOLDSTEIN: ONE DAY IN ALESSANDRIA!

mostra flash - solo martedì 29 marzo 2022 - dalle 16 alle 22
c/o ideAle2050 - via Alessandro III 33 - Alessandria

LA MOSTRA FLASH: CI SONO COSE CHE CAPITANO UNA SOLA VOLTA NELLA VITA:

...come avere ad Alessandria, anche solo per una manciata di ore, un’accurata selezione delle opere di Dina Goldstein, visual artist israeliana di fama mondiale.

Grazie all'immenso successo della mostra flash di solo una serata con opere di Dina Goldstein presso l'associazione ideAle2050 ad Alessandria è stato deciso di prolungare l'esposizione di altre due settimane partendo con un’apericena offerto dal Ristorante Napoleon oggi, 32 marzo 2022 dalle ore 18 alle ore 22!


PERCH
É DINA GOLDSTEIN IN ALESSANDRIA?

Venite alla mostra flash e ve lo racconteremo. Quando? Solo martedì 29 marzo 2022, dalle ore 16.00, in Via Alessandro III, si svela “DINA GOLDSTEIN: ONE DAY IN ALESSANDRIA!” la mostra flash dell’artista nata nel 1969 a Tel Aviv (Israele), che vive e lavora a Vancouver (Canada). La mostra è curata da Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter di “Opus in Artem” che avrete il piacere di conoscere personalmente, e organizzata in stretta collaborazione con ideAle2050 che ospita l’evento e con Alezon che l’ha reso possibile.

CHI SONO "OPUS IN ARTEM", "IDEALE 2050" E "ALEZON"?

Bianca Maria Rizzi e Matthias Gernot Ritter, dopo 15 di attivitàà come galleristi d’arte contemporanea a Milano, fondano nel 2016 Opus in Artem, che è stato originariamente concepito come una piattaforma di informazione, consulenza, ricerca e intermediazione nel settore artistico internazionale. Opus in Artem crea delle sinergie tra artisti, gallerie, curatori, musei, associazioni d’arte, fondazioni, collezionisti e aziende private. Bianca Maria Rizzi e Matthias Gernot Ritter sono tra i soci fondatori dell’Associazione Artistico-Culturale Serpaglio Lichtenberg a Bedonia nella provincia di Parma.  ideAle2050 è l’Associazione di Promozione Sociale nata per disegnare oggi l’Alessandria che verrà: un manipolo di giovani e meno giovani creativi di tutti i settori, un laboratorio di idee, un link per tutte le associazioni, uno spazio per tutte le arti. Alezon è Alezon.

COSA AVREMO LA FORTUNA DI AMMIRARE?

Avremo la fortuna, per poche ore, di ammirare i making of e alcune delle migliori opere di Dina Goldstein, tableau fotografici in cui immagini stupefacenti si combinano con una forte critica sociale. L’artista costruisce narrazioni complesse, che rivisitano gli archetipi incarnati da personaggi di fantasia per contestualizzare la cultura di massa. Oltre alle sue qualitàà estetiche, il lavoro della Goldstein è un feroce e ironico studio sociologico, mettendo in discussione i valori artificiali e costruiti della società contemporanea. Altamente controversi, i progetti di Dina Goldstein creano continuamente dibattito e dialogo a livello internazionale sulle piattaforme dei social media, sulle riviste e sui giornali. Il suo lavoro è stato affrontato in numerosi saggi e dissertazioni e nel giornalismo artistico, ed è studiato e insegnato nelle scuole d'arte, nei programmi di fotografia e negli studi di genere e d’ambito femminista.

QUALI E QUANTI I CAPOLAVORI ESPOSTI?

La serie "Fallen Princesses" consiste in dieci fotografie che ritraggono altrettante principesse Disney e altri personaggi delle fiabe collocati in un ambiente moderno. Il lavoro esamina elementi della condizione umana e crea una metafora dei miti delle fiabe, costringendo lo spettatore a contemplare la vita reale nei suoi aspetti meno idilliaci: sogni falliti, la fallacia di inseguire un'eterna giovinezza, l'obesità, il cancro, l'estinzione delle culture indigene, l'inquinamento, il degrado degli oceani e la guerra. Abbracciando le texture e i colori creati da Walt Disney, che ha costruito un impero multimiliardario sfruttando queste fiabe, il lavoro mette in discussione il classico leitmotiv idealistico disneyano «…E vissero tutti felici e contenti».

Con questa serie, realizzata tra il 2007 e il 2009, Dina Goldstein ha raggiunto il suo successo internazionale nel mercato dell'arte, collezionando numerose apparizioni televisive e contributi che l'hanno resa famosa in breve tempo. Alle principesse si aggiunge una selezione di opere della serie Gods of Suburbia del 2014, che rappresenta la terza serie a tema creata da Dina Goldstein: un'analisi visiva della fede religiosa nel contesto delle forze moderne della tecnologia, della scienza e del secolarismo. Dina utilizza archetipi dell'inconscio collettivo e dell'iconografia religiosa e li colloca in ambienti contemporanei. Il progetto sfida lo spettatore - religioso o laico - a intraprendere un viaggio mistico di auto-riflessione.

Insomma, uno spettacolo.

LA MOSTRA FLASH IN QUATTRO RIGHE:
Dina Goldstein: one day in Alessandria!
Quando: martedì 29 marzo 2022 dalle 16 alle 22
Extended for other two weeks!
Curatela: Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter
Organizzazione: Associazione Serpaglio Lichtenberg + Opus in Artem + Alezon + ideAle2050
Location: ideAle2050, via Alessandro III 33, Alessandria

COME SAPERNE DI PIÙ?
Contatto Associazione Serpaglio Lichtenberg
Matthias Ritter
+39 366 18 300 31
info@opusinartem.com - www.opusinartem.com

Contatto ideAle2050:
Lele Gastini - 3928356929
Contatto Alezon:
masgas - 3931594428


Dina Goldstein - Gods & Princesses in the Taro Valley

Opus in Artem presents

OPUS IN ARTEM IN ITINERE III

Dina Goldstein – Gods & Princesses
Borgo Val di Taro, Via Nazionale 28

The exhibition was organised in close cooperation with the
Municipality of Borgo Val di Taro

Saturday 12 February 2022, at 6.30 p.m., in Via Nazionale 28 in Borgo Val di Taro, the opening of Gods & Princesses, a solo exhibition by Dina Goldstein, an artist born in 1969 in Tel Aviv (Israel), who lives and works in Vancouver (Canada). The exhibition is curated by Bianca Maria Rizzi and Matthias Ritter of "Opus in Artem", and organised in close collaboration with the Municipality of Borgo Val di Taro.

Dina Goldstein creates large-scale tableau photography that combines visually stunning imagery with social critique.  She constructs complex narratives that examine Archetypes within fictional characters to define and contextualize pop culture today. Her work not only carries influential artistic merit, but also serves to be a sociological study, as it questions the artificial values pop culture embeds in our society. Highly controversial, Dina Goldstein’s projects have garnered and continuously creates dialogue internationally within social media platforms, in magazines and newspapers. The work has been subject to many written essays, dissertations, and mentioned in various literature. These projects are studied and taught in art schools, photography programs, Gender and feminist ­­­studies.

The exhibition Gods & Princesses in Borgo Val di Taro features works from the series The Fallen Princesses and Gods of Suburbia.

The series Fallen Princesses consists of 10 photographs depicting Disney Princesses and other Fairy Tale characters placed within a modern environment. The work examines elements of the human condition and creates metaphor out of the myths of fairy tales, forcing the viewer to contemplate real life: failed dreams, the fallacy of chasing eternal youth, obesity, Cancer, the extinction of indigenous cultures, pollution, ocean degradation and war. By embracing the textures and colors created by Walt Disney, which built a multi-billion-dollar empire exploiting these fairy tales, the work questions the notion of the idealistic 'Happily Ever After' motif, composed by Disney, and spoon fed to children throughout the world.

With this series Dina Goldstein achieved her international breakthrough in the art market.
The series brought Goldstein numerous TV appearances and contributions and made her famous in a short time.
Watch here a few examples: Fanny Kiefer Show / CTV / Spain Mega TV / CBS ART Canada

The princesses are joined by a selection of works from the 2014 Gods of Suburbia series, which is the third themed series created by Dina Goldstein.

This is Dina Goldstein’s third large-scale project. The work is a visual analysis of religious faith within the context of the modern forces of technology, science, and secularism. Dina utilizes archetypes from within the collective unconscious, and from religious iconography, and places them into contemporary environments. The project challenges the viewer — religious or secular to embark on a journey of self-reflection as they contemplate the relevance of ancient ethics and morals in a society characterized by materialism and consumerism.

Watch here the Making of and behind the scenes-Video and this interview with Dina Goldstein about the series.

It should be noted that the exhibition is part of the Opus in Artem in Itinere exhibition concept, which is inspired by the "Freiraum" initiative already successfully implemented in Germany in the early 1990s, in the period immediately after German reunification, when large unused spaces in East German cities were allocated to cultural and artistic projects: with the consequence, also, of attracting investors and private buyers to the various properties and promoting their reconstruction.

Opus in Artem In Itinere works in a similar way, using temporarily vacant shops and shops to bring international art and culture to various points in the Taro Valley. The project involves using an exhibition space for a maximum of three months, after which the initiative moves to another location in the valley. Evidently, this concept can only work in collaboration with the owners of the exhibition sites, who make them available rent-free, embracing the idea that art can help improve the cultural but also the economic life of the valley's citizens.

In turn, the owner can use both the current exhibition and the related images and promotional material to market his property, which greatly increases the possibility of generating interest in it.

The international art exhibited in the valley attracts professionals and collectors, even from sometimes distant cities such as Milan, Bergamo, Parma, Piacenza, La Spezia and Genoa: qualified people who would probably never have come to our area without this cultural offer. These, in turn, bring business to local shops and restaurants, and return to their towns with positive impressions of the Taro Valley, which they will spread and tell others about, thus creating a virtuous circle effect.

Dina Goldstein, Gods & Princesses, solo exhibition
Curators: Bianca Maria Rizzi and Matthias Ritter
Organisation: Opus in Artem, Municipality of Borgo Val di Taro
Tecnical Sponsors:
Artarredo Mobili Galluzzi di Borgo Val di Taro
Fortunati Elettrodomestici di Borgo Val di Taro

Opening: Saturday 12 February 2022, h 18.30 - 20.30
Opening period: 12th February - 12th March 2022
Exhibition address: Via Nazionale 28, 43043 Borgo Val di Taro (PR)
Opening times: Mon, Wed, Fri, Sat 11-13 / 16-18


Carola Allemandi - Nocturnes with intention Online Solo Show on Artsy

January, 26 - February, 27 2022

Online Solo Show on Artsy

Carola Allemandi - Nocturnes with intention 

connected with its Viewing Room

After the series “Notturni” (Nocturnes) that is based on urban landscapes photographed during nighttime, in August 2021 and in occasion of the artist residence festival “Arte Kunst Val Taro”, Allemandi tried to think on a slightly different approach of working and created the series "With intention!"

 

Carola Allemandi: "In this new series, the item was to obtain a formal result equal or similar to that of Notturni but using natural elements such as flowers by photographing them in broad daylight."

In fact, using the camera's flash and strong sunlight, the subjects affected by the strongest light are strongly illuminated while the rest of the background remains underexposed or sometimes even black. This results in a night-time effect due to an excess of light.

The title "With Intention" derives from the awareness that every time you photograph nature, which is in itself an entity without will or intention and therefore innocent, your own subjective intention is established and prevails, creating a new vision filtered by the eye.

The project that preceded this series was called "Notturni" and stems from the attraction to some particular lighting situations in urban environments at night. The artist says that the intention of the shot was not documentary but expressive.

"Observing my own photographs in the first part of the research project, I realized that I could only emotionally perceive certain portions of the landscape I was looking at. The object of reality from which I started, the landscape, was necessary because it contained the inspiring subject, but some elements had to be removed in order to activate my language", says the young photographer.

Thus, and on the contrary to the "With intention" project a post-production work was necessary that aimed at subtracting and using black became fundamental in a process that maintains the attention to tones, framing, light and sharpness (which are part of her photographic background), to which, however, she adds a second creative moment of re-elaboration of reality.

The elements of the urban landscape are thus used to reveal an intimate vision, while the place itself has no value whatsoever. It is abstracted and reduced to the skeleton from which the atmosphere perceived there comes to life.


Matthias Langer - Lightlines Viewing Room on Artsy

January, 25 - February, 27 2022
Matthias Langer - Lightlines
Viewing Room on Artsy

 

The objects pictured here seem to be simply two burning candles in a candlestick. But the candles were the only source of light in the room when the picture was taken. They are light source and motif in one.

 

Therefore, the objects depicted here are not just two burning candles in a candlestick, the photograph shows the candles over the period of their entire burning time. The photographed candles have just been lit, half burnt and extinguished at the same time. The inside, the wicks, have been turned outwards as a trace of light. The flames become a line. Light and time have inscribed themselves in the picture.

 

“In Matthias Langer's works, time itself is the subject of investigation. His shots are free of digital technology, although the aesthetic result is deceptively reminiscent of Photoshop overlays. His practice is completely analogue in which the exposure time constructs the image. Emblematic in this sense is the work "Untitled - 18h" in which a candle is left to burn for 18 hours in front of the camera, which, with an almost closed shutter, records the development of an event, succeeding in synthesizing and preserving, as in a magic box inside the tiny extension of a plate, the entire extension of a life, however faint and insubstantial, of a candle. In a single shot Langer has enclosed the present image of the candle and its ghost, what it no longer is."

 

Roberto Mutti on the group exhibition ´PHOTOMA, Sensations from inner worlds´, Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, Milan, February 2013

 


Marco Minotti - Contemporary Bestiary Online Solo Show on Artsy

14 January - 27 February 2022

Opus in Artem presents

Marco Minotti - Contemporary Bestiary

Connected with its Viewing Room

 

In his works Marco Minotti often plays at inventing new animal species. He unites animals with animals, animals with human beings. He often ties, joins, binds animals to toxic clouds, magma that is nothing more than the representation of the "man" effect on nature.

His works want us to reflect, they do not want to amaze or terrify, they want us to think. They want us to understand for a moment, through metaphors, role-plays and images, what we are doing, what we are up to.

His research, in fact, is a denunciation of the effects that man can produce on nature, of genetic manipulation, pollution and other causes that the artist believes will lead to a rebellion of nature itself.

The ancients prayed to imaginary gods, such as the Medusa, the Basilisk, the Chimera, who were nothing more than animals and men united together, "today we are able to do it for real and soon we will find ourselves praying to them".


Tancredi Mangano - Pioneers Viewing Room on Artsy

14 January - 5 February 2022

Opus in Artem presents
Tancredi Mangano - Pioneers
in a Viewing Room on Artsy

The series "Pioneers" by Tancredi Mangano can be seen as an homage to our urban fellow inhabitants, who we either do not pay attention to at all or, if at all, only with suspicion or even regard as troublemakers. Yet these plants deserve the utmost respect, at least for their survival strategies, and can thus in some ways even be a role model for us humans. The series contains portraits of selected species that have managed to survive in an urban environment despite the most adverse conditions.

The presence of man is expressed in these photographs in an indirect but absolutely clear way: "For me, these are real portraits", and these plants "express what is dear to me: the capacity to live and resist difficult, almost impossible situations".

 

All the memory of nature and at the same time of the distant history lost in time and buried who knows how deeply under the layers of earth, cement and tar of the city comes back to the surface and communicates its anomalous and respectable existence and its tenacious resistance. Where the metropolis is, nature was, and metropolitan man is the last descendant of the ancient animal that took up an erect position and began to trace signs and build.

-- Roberta Valtorta --
Idea di metropoli, Silvana Editoriale, 2002

 


Dina Goldstein "Gods, Princesses and Presidents" Viewing Room on Artsy

10 December 2021 - 12 March 2022

OPUS IN ARTEM presents
Dina Goldstein - Gods, Princesses and Presidents

in a Viewing Room on Artsy

This Viewing Room of Canadian-Israeli photographer Dina Goldstein presents a selection of works taken from three series of work. The “Fallen Princesses” (2007-2009) established Goldstein’s global fame and marked her shift from photojournalism into the established art market. Other works are from the series “Gods of Suburbia” (2014) and “The 10 Commandments” from 2018.

 

Dina Goldstein creates large-scale photographic tableau that combine stunning imagery combined with social critique. Goldstein constructs complex narratives that examine archetypes embodied by fictional characters to contextualise mass culture.

 

In addition to its aesthetic qualities, Goldstein’s work functions as a sociological study in how it questions the artificial and constructed values pop culture injects into our society. Highly controversial, Dina Goldstein’s projects continuously create debate and dialogue internationally within social media platforms, in magazines and newspapers. Her work has been addressed through numerous essays, dissertations, and in art journalism leading to these projects being studied and taught in art schools, photography programs, and within Gender and feminist studies.

 

“Gods of Suburbia” is a visual analysis of religious faith situated within a context of the modern forces of technology, science and secularism. The series plays with narrative punctuated by religious iconography in order to communicate how organised belief has become entangled in a global framework driven by consumerism and greed. The project challenges the viewer—religious or secular—to embark on a journey of self-reflection as they contemplate the relevance of dogma in our moment.

 

In the series of the “Fallen Princesses,” Goldstein places Disney Princesses and other Fairy Tale characters within a modern environment. The work examines elements of the human condition and generates a metaphor out of the combined myths of fairy tales that forces a viewer to contemplate real life in a myriad of dimensions: failed dreams, the fallacy of chasing eternal youth, obesity, Cancer, the extinction of indigenous cultures, pollution, ocean degradation and war.

 

“The 10 commandments” series aligns different U.S. presidents with one of the Ten Commandments. Goldstein hopes the images will produce ‘visual shock, incongruity, irony and metaphor to inspire discourse and insight into how American society has gone so astray.’


Opus in Artem presents `Worldrecords by Kai Schäfer` at Masterpiece Art London

Masterpiece Art, London holds the UK debut of esteemed German photo artist Kai Schäfer

The gallery moves into 2022 with an exhibition of the wonderfully nostalgic 'WORLDRECORDS' series

London, December 2021: Masterpiece Art London, in collaboration with Opus in Artem from Bedonia (PR), Italy, present the UK debut of esteemed German artist Kai Schäfer and his wonderfully nostalgic series 'WORLDRECORDS'.

Iconic vinyl harmonises with the beauty of its turntable counterpart, creating visual poetry which evokes the memories & dreams attached to our favourite albums, songs, musicians, and everything personal that they symbolise – all captured through Schäfer’s lens.

In reality, the vinyl & the turntable in unison, create that music which feeds our audible soul.  However, via the works of Schäfer, our soul's multitude of senses are activated instantaneously.  The synergy of associated subconscious memories and feelings makes the rhythm palpable.

On exhibition will be a varied selection true to the notion of WORLDRECORDS, however with an accent on the City of London and its rich, unique musical history. Displayed at Masterpiece Art's Holland Park gallery, an area home to many famous singers, musicians & music producers, the exhibition offers the learned UK audience a first opportunity to connect with this wholly inspirational collection, on home soil.

In anticipation of what would have David Bowie's 75th birthday in January 2022, Schäfer is honouring the 'wild-eyed boy from London' in his hometown, with the release of the iconic album 'Station to Station', written in 1975, as the newest addition to the WORLDRECORDS series.

About Kai Schäfer

A photo artist born in 1969 in Solingen, Germany. Kai created the WORLDRECORDS in 2010 as an ongoing series of highly detailed photography of original vinyl, harmonised on iconic turntables. Offering mutual appreciation for the records as for the turntables - themselves magnificent constructions adopting an architectural role - the inevitable nostalgia is felt by each dedicated music fanatic. WORLDRECORDS strikes a personal chord with every member in its audience. He lives with his partner, an interior architect, and their son in Düsseldorf, Germany.

Masterpiece Art Ltd
London Gallery
Holland Park, W11 4QG, United Kingdom
https://masterpieceart.co.uk/

About Masterpiece Art Ltd, London Gallery

Established in 2019, Masterpiece Art is based in Holland Park, London. Previous shows include Prime Cuts Vol. 1, an exhibition of portraits from British artist Keith Haynes, Modern Girl, the debut UK exhibition of Canada-based artist Dina Goldstein, Wight Spirit, 1968-70 a major exhibition celebrating the 50th anniversary of the 1970 Isle of Wight Festival, and most recently, Blink #2, the colourfully mesmerising exhibition of British painter Noj Barker.

About Masterpiece Fine Art Dubai Gallery

Masterpiece Fine Art is an exclusive gallery and fine art advisory firm headquartered in Holland Park, West London. Masterpiece Fine Art Dubai offers connoisseurs and art-lovers the chance to experience, first-hand, a wide range of fine art spanning several hundred years of art history. The Masterpiece Fine Art Dubai collection encompasses David Bowie’s ‘Arcane Series’, a full set of 24 designs by Pablo Picasso in silver, Old Master paintings, and 19th Century art, as well as Modern & Contemporary art.

Contact

Chandani Sarna
E:  London@masterpieceart.co.uk
T: +44 (0) 20 3946 7881

Alex Cousens
E:  Alex@masterpieceart.co.uk
T: +44 (0) 7903 295 936 / +971 (0) 58 613 1101


Opus in Artem In Itinere II - "Nel Segno della Modernità"

Opus in Artem - In Itinere II
Il segno della modernità

Participating artists: Carlo Caldara, Fabio Iemmi, Mikos Meininger, Karl Menzen, Enzo Rovella, Raymundo Sesma

The exhibition is the second edition of the Opus in Artem in Itinere exhibition project conceived by Bianca Maria Rizzi and Matthias Ritter. While the first edition took up the artworks produced by the artists participating in the first edition of the Festival Arte Kunst Val Taro last summer, this exhibition is dedicated to abstract and informal art.

The objective that both exhibitions have in common is to offer the citizens and visitors of the Val Taro works by internationally renowned artists.

Opening: Saturday, 11/12 2021 at 11 a.m.
Via Garibaldi, 20 - 43041 Bedonia (PR), Italy
Opening times: Tue, Wed, Fri, Sat, Sun 10 a.m. - 12 p.m. / 4 p.m. - 6 p.m.
The exhibition continues until 14 January 2022.

 

FOLLOW THE SHOW AND ITS VIEWING ROOM ALSO ON ARTSY!


ITALIAN VERSION

Opus in Artem - In Itinere II
Il segno della modernità

Artisti partecipanti: Carlo Caldara (IT), Fabio Iemmi (IT), Mikos Meininger (GER), Karl Menzen (GER), Enzo Rovella (IT), Raymundo Sesma (MX)

Vernissage: sabato, 11 dicembre 2021 alle ore 11
Luogo: Via Garibaldi, 20 – 43041 Bedonia (PR)
Orari: mar, mer, ven, sab, dom 10–12 / 16-18
Durata: La mostra prosegue fino al 14 gennaio 2022

La mostra

L’esposizione è la seconda edizione del progetto espositivo “Opus in Artem in Itinere” ideato dalla coppia italo-tedesca Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter, galleristi, per lungo tempo a Milano.
Mentre la prima edizione raccoglieva le opere d’arte prodotte dagli artisti partecipanti alla prima edizione del Festival Arte Kunst Val Taro 2021 della scorsa estate, questa mostra è dedicata all’arte informale.

L’obbiettivo

L’obbiettivo che entrambe le mostre hanno in comune è di offrire ai cittadini e ai visitatori della Val Taro opere di artisti internazionalmente affermati. Alla mostra sono stati invitati tre artisti italiani (Carlo Caldara di Vigevano, Fabio Iemmi di Reggio Emilia e Enzo Rovella di Catania), due artisti tedeschi (Mikos Meininger di Potsdam e Karl Menzen di Berlino) e Raymundo Sesma di Città del Messico.

Gli artisti

Carlo Caldara nasce a Milano nel 1965, vive e lavora a Vigevano. Si laurea in medicina e contemporaneamente frequenta la Scuola di Nudo dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Dopo una prima fase artistica figurativa, oggi la sua arte ha più un approccio esistenziale riguardante l’identità dell’uomo nel mondo che esprime con opere informali ed installazioni con materiali vari, come carbone, pietre, lettere e luci a LED.
Le opera “The 80s, The needle and the setting suns”, di Caldara è realizzata in legno, alluminio, bende, colori acrilici e neon a led ed è ispirata dalla canzone “The needle and the damage done” di Neil Young. Nella canzone dell’album “Harvest” del 1972, Young canta le parole: “Every junkie’s like a settin’ sun” (ogni tossico è come un sole al tramonto). Gli anni 80, per Caldara erano il periodo della sua gioventù, bella ed allegra, anni favolosi, dell’ottimismo e della crescita economica. L'altro lato di questo periodo apparentemente spensierato, tuttavia, era che l'eroina divenne parte della società. In quel periodo molti giovani, tra i quali anche alcuni amici sia di Caldara che di Neil Young, si perdevano tra le braccia dell’eroina.

 

La ricerca artistica di Fabio Iemmi affonda le proprie radici nella funzione estetica della materia. Multidisciplinare e interdisciplinare, Iemmi è attivo nella direzione tecnica e artistica, nell’ambito del restauro architettonico, nella progettazione di apparati di finitura e di opere ambientate nell’architettura contemporanea. Per Iemmi la relazione tra le sue opere e l’ambiente in cui si trovano è fondamentale. Il fruitore entra nell’universo pittorico dell’artista. Le sue ricerche si dipanano attraverso attività espositive, scenografiche, progettazioni anche in ambito internazionale. Di particolare rilievo la consulenza realizzata presso il Museo della Storia dello Shaanxi e il Mausoleo Han Yang Ling di Xi’an in Cina.

 

Mikos Meininger, artista multidisciplinare, è nato nel 1963 a Jena, nella Germania dell’Est. Ha vissuto come giovane artista le repressioni del regime della DDR contro la cultura e la creatività, contro la mente libera e certi pensieri e filosofie non desiderate. In questo tempo Meininger faceva parte della “Künstlergruppe Herzattacke” che produceva, nella resistenza intellettuale segreta, libri d’arte con testi proibiti, spesso di filosofi francesi, che entravano nella Germania dell’Est attraverso taxisti contrabbandieri al confine tra Berlino est ed ovest. Le tirature di questi libri erano limitate a 99 pezzi perché la censura statale aveva effetto solo a partire da una tiratura superiore a 100. Ogni pagina di ciascun libro di questa tiratura era una serigrafia.
Questi libri oggi sono molto famosi e considerati come oggetti di storia contemporanea. Sono presenti in numerose collezioni museali, tra l’altro anche in quella del MoMA a New York. Tante delle opere di Meininger esposte in questa mostra sono serigrafie e rappresentano così i tempi che l’artista ha vissuto nei suoi anni più giovani.

 

Una visione asciutta, ieratica ma intensamente espressiva della forma e della sua progenie, quella dello scultore tedesco Karl Menzen. Diagonali luminose da cui affiorano altre poche linee fortemente evocative. È fermo e definito nella sua scultura di una bellezza assoluta e, per alcuni versi, glaciale. Scultura teutonica di somma astrazione e grande naturalezza delle forme.

 

Enzo Rovella - La sintesi delle forme, quasi cellulari, è l’esito di una associazione dialettica. Fa dell’arte l’effetto di una causa dandole una struttura che è quasi logica, e ritmica ed infine anche creativa. È un turbine irripetibile di cellule quello che si materializza ai nostri occhi: un attento studio raffinato, metodico e senza fine di natura “illusionistica” che ha un effetto quasi ipnotico… Intreccia il colloquio di sguardi tra lo spettatore e l’immagine iconografica in una efficace tessitura luminosa e cromatica.

 

Raymundo Sesma, artista informale del Messico. Sesma lavora con delle forme geometriche che nascono, attraverso un software, da testi ed aforismi sull’architettura. Sesma è famoso in tutto il mondo per la sua arte urbana e per i suoi “Campos expandidos” nei quali applica le sue creazioni direttamente alle architetture, a volte anche di grandi dimensioni, spesso con lo scopo di riqualificare zone urbane dismesse.

Le opere della serie Noción Transversal, esposte a Bedonia, si riferiscono a disegni costruiti in termini di struttura e linguaggio.
“Il disegno non pensa e, non appena si manifesta, si appropria della superficie che tocca, che a sua volta annuncia l'evoluzione di una reazione spaziale come causa ed effetto”, dice Sesma. Perché vive solo del presente assoluto. Senza restrizioni, perché e spontaneo e anarchico per-natura, si esprime su una superficie bidimensionale percepita e controllata per esplorare lo spazio esterno senza restrizioni.

Dalla forma all'oggetto, dal concetto alla prassi; dall'oggetto al corpo sociale come evento: il disegno come medium rappresenta il dispositivo base ed essenziale del mio progetto critico e decostruttivo.

Non posso scrivere senza immagini, affermava Paul Virilio, e questa esigenza non si riferisce alle immagini come forme descrittive, ma come concetti, cioè come immagini mentali.


Opus in Artem In Itinere I - "Arte Kunst Val Taro 2021"

OPUS IN ARTEM IN ITINERE  I
Arte Kunst Val Taro 2021

Watch the show and Viewing room also online in Artsy!

(see Italian version below)

Le opere realizzate dagli artisti internazionali che hanno partecipato alla prima edizione del festival di residenza per artisti "Arte Kunst Val Taro" potranno essere viste in mostra a Bedonia (Parma, Italia), nello spazio allestito in via Garibaldi 20, dal 24 ottobre al 28 novembre 2021.

La mostra “Opus in Artem In Itinere - Arte Kunst Val Taro” getta un ponte tra due iniziative culturali della Val Taro che perseguono l'obbiettivo ambizioso e sostenibile a lungo termine di contribuire alla ripresa economica della zona attraverso impulsi culturali.

Una ventina di opere, tra pittura, scultura, fotografia e installazioni, sono state realizzate nei negozi riaperti nei comuni di Bedonia, Compiano e Tornolo (con Tarsogno), dove dal 29 luglio all'8 agosto 2021 si è svolto il festival “Arte Kunst Val Taro”.

Gli artisti partecipanti al festival sono stati: Carola Allemandi, Luca Gastaldo, Monika Grycko, Mirsad Herenda, Patricia Lambertus, Tancredi Mangano, Mikos Meininger, Marco Minotti, Stefanie Oberneder, Giuliano Orlandi, Francesco Orrù, Davide Ragazzi e Beatrice Roncallo.

Le opere sono state create utilizzando una grande varietà di materiali, dalle lastre di arenaria ai fogli, dalla carta al vetro. Alcune delle opere hanno un rapporto diretto con la valle o per il tema o per il materiale utilizzato.

Durante il festival questi 13 artisti -provenienti, oltre che dall’Italia, da Bosnia-Erzegovina, Germania e Polonia- hanno lavorato in negozi vuoti da tempo nelle suddette località dell’Alta Valle del Taro.

Gli abitanti locali e i turisti hanno potuto accompagnare il lavoro degli artisti nei loro studi temporanei, fare domande sulle tecniche e i significati delle opere, e quindi stabilire e sperimentare un contatto diretto con l'arte riconosciuta a livello internazionale in un'atmosfera informale e piacevole.

La realizzazione del festival è stata resa possibile, tra l'altro, dal generoso sostegno degli operatori gastronomici e alberghieri locali. Gli artisti invitati hanno infatti goduto di vitto e alloggio gratuiti durante il festival. In cambio, gli artisti hanno “postato” con entusiasmo sui social media le loro esperienze, le foto del fantastico paesaggio della Valle del Taro e, naturalmente, il loro lavoro in loco.

La risposta è stata grande. Attraverso le reti diffuse degli artisti, commenti e domande curiose sulla posizione della Val Taro sono arrivati non solo da seguaci tedeschi e italiani, ma anche da molte altre parti del mondo, come New York, Tokyo e la Finlandia. Così, l'idea di usare l'arte e la cultura per attirare l'attenzione su questo meraviglioso posto sulla terra ha avuto un reale successo.

L'attuale mostra, collocata in un negozio della strada principale di Bedonia (anch’esso sfitto da alcuni anni), presenta opere degli artisti che hanno partecipato al festival, ed è quindi un epilogo del festival stesso.

Ma questa conclusione è, allo stesso tempo, anche l'inizio di un prossimo capitolo nell’impegno a portare arte e cultura in Valle del Taro creando allo stesso tempo un beneficio per l'economia.

Il concetto ispiratore della mostra risale all'iniziativa "Freiraum", già attuata con successo in Germania nei primi anni '90, nel periodo subito dopo la riunificazione tedesca. Allora, gli spazi vacanti nelle città della Germania orientale erano stati utilizzati per progetti culturali e artistici: questo aveva attirato investitori e acquirenti privati verso le varie proprietà e aveva promosso la loro ricostruzione.

"Opus in Artem - In Itinere" funziona in modo simile. Il proprietario dell'immobile lo mette a disposizione senza richiedere affitto per tre mesi; l’organizzazione, a proprie spese, mette in atto i miglioramenti per rendere possibile una mostra all’interno della proprietà stessa.

L'arte internazionale esposta nella mostra attira professionisti e collezionisti anche da città talvolta lontane, come Milano, Bergamo, Parma, Piacenza, La Spezia e Genova: persone qualificate, che probabilmente non sarebbero mai venute nella Valle del Taro senza questa offerta culturale. Questi, a loro volta, portano vendite nei negozi e ristoranti locali, e tornano nelle loro città con impressioni positive della Valle del Taro, che divulgheranno e racconteranno ad altri.

Trascorsi tre mesi, il progetto artistico “Opus in Artem - In Itinere” si sposta in un altro negozio vuoto, lo ristruttura e presenta un altro progetto artistico.

Dopo una mostra, gli immobili messi a disposizione dai proprietari sono sempre in condizioni migliori e più presentabili rispetto a prima dell'evento. Inoltre, il proprietario può utilizzare le immagini e il materiale promozionale della mostra per commercializzare la proprietà gratuitamente, il che aumenta notevolmente la possibilità di generare interesse verso la stessa.

La popolazione locale è molto grata e aperta verso queste iniziative. La mostra è ben visitata, provoca sorrisi, felicità, momenti di sorpresa e soprattutto speranza per tempi migliori. Dopo anni problematici e con ridotte possibilità, sembra che la gente della Valle del Taro stesse solo aspettando l'opportunità di vivere l'arte.

Lo sviluppo economico della valle richiederà ancora un po' di tempo, ma un inizio è stato fatto e, con il sostegno di principio della popolazione locale, anche le future iniziative culturali saranno coronate dal successo. Quindi, la nostra fiducia nell’ambizioso piano di sostenere la valle con la cultura è assolutamente appropriata.

 

Opening hours are:
Tuesday, Wednesday, Friday and Saturday 10.00-12.00 am/4.00-6.00 pm
Opening on Sunday 24 October 2021 from 10 a.m. to 1 p.m. and 3 p.m. to 7 p.m.

 

Italian Version

OPUS IN ARTEM IN ITINERE I
Arte Kunst Val Taro 2021

Le opere realizzate dagli artisti internazionali che hanno partecipato alla prima edizione del festival di residenza per artisti "Arte Kunst Val Taro" potranno essere viste in mostra a Bedonia (Parma, Italia), nello spazio allestito in via Garibaldi 20, dal 24 ottobre al 28 novembre 2021.

La mostra “Opus in Artem In Itinere - Arte Kunst Val Taro” getta un ponte tra due iniziative culturali della Val Taro che perseguono l'obbiettivo ambizioso e sostenibile a lungo termine di contribuire alla ripresa economica della zona attraverso impulsi culturali.

Una ventina di opere, tra pittura, scultura, fotografia e installazioni, sono state realizzate nei negozi riaperti nei comuni di Bedonia, Compiano e Tornolo (con Tarsogno), dove dal 29 luglio all'8 agosto 2021 si è svolto il festival “Arte Kunst Val Taro”.

Gli artisti partecipanti al festival sono stati: Carola Allemandi, Luca Gastaldo, Monika Grycko, Mirsad Herenda, Patricia Lambertus, Tancredi Mangano, Mikos Meininger, Marco Minotti, Stefanie Oberneder, Giuliano Orlandi, Francesco Orrù, Davide Ragazzi e Beatrice Roncallo.

Le opere sono state create utilizzando una grande varietà di materiali, dalle lastre di arenaria ai fogli, dalla carta al vetro. Alcune delle opere hanno un rapporto diretto con la valle o per il tema o per il materiale utilizzato.

Durante il festival questi 13 artisti -provenienti, oltre che dall’Italia, da Bosnia-Erzegovina, Germania e Polonia- hanno lavorato in negozi vuoti da tempo nelle suddette località dell’Alta Valle del Taro.

Gli abitanti locali e i turisti hanno potuto accompagnare il lavoro degli artisti nei loro studi temporanei, fare domande sulle tecniche e i significati delle opere, e quindi stabilire e sperimentare un contatto diretto con l'arte riconosciuta a livello internazionale in un'atmosfera informale e piacevole.

La realizzazione del festival è stata resa possibile, tra l'altro, dal generoso sostegno degli operatori gastronomici e alberghieri locali. Gli artisti invitati hanno infatti goduto di vitto e alloggio gratuiti durante il festival. In cambio, gli artisti hanno “postato” con entusiasmo sui social media le loro esperienze, le foto del fantastico paesaggio della Valle del Taro e, naturalmente, il loro lavoro in loco.

La risposta è stata grande. Attraverso le reti diffuse degli artisti, commenti e domande curiose sulla posizione della Val Taro sono arrivati non solo da seguaci tedeschi e italiani, ma anche da molte altre parti del mondo, come New York, Tokyo e la Finlandia. Così, l'idea di usare l'arte e la cultura per attirare l'attenzione su questo meraviglioso posto sulla terra ha avuto un reale successo.

L'attuale mostra, collocata in un negozio della strada principale di Bedonia (anch’esso sfitto da alcuni anni), presenta opere degli artisti che hanno partecipato al festival, ed è quindi un epilogo del festival stesso.

Ma questa conclusione è, allo stesso tempo, anche l'inizio di un prossimo capitolo nell’impegno a portare arte e cultura in Valle del Taro creando allo stesso tempo un beneficio per l'economia.

Il concetto ispiratore della mostra risale all'iniziativa "Freiraum", già attuata con successo in Germania nei primi anni '90, nel periodo subito dopo la riunificazione tedesca. Allora, gli spazi vacanti nelle città della Germania orientale erano stati utilizzati per progetti culturali e artistici: questo aveva attirato investitori e acquirenti privati verso le varie proprietà e aveva promosso la loro ricostruzione.

"Opus in Artem - In Itinere" funziona in modo simile. Il proprietario dell'immobile lo mette a disposizione senza richiedere affitto per tre mesi; l’organizzazione, a proprie spese, mette in atto i miglioramenti per rendere possibile una mostra all’interno della proprietà stessa.

L'arte internazionale esposta nella mostra attira professionisti e collezionisti anche da città talvolta lontane, come Milano, Bergamo, Parma, Piacenza, La Spezia e Genova: persone qualificate, che probabilmente non sarebbero mai venute nella Valle del Taro senza questa offerta culturale. Questi, a loro volta, portano vendite nei negozi e ristoranti locali, e tornano nelle loro città con impressioni positive della Valle del Taro, che divulgheranno e racconteranno ad altri.

Trascorsi tre mesi, il progetto artistico “Opus in Artem - In Itinere” si sposta in un altro negozio vuoto, lo ristruttura e presenta un altro progetto artistico.

Dopo una mostra, gli immobili messi a disposizione dai proprietari sono sempre in condizioni migliori e più presentabili rispetto a prima dell'evento. Inoltre, il proprietario può utilizzare le immagini e il materiale promozionale della mostra per commercializzare la proprietà gratuitamente, il che aumenta notevolmente la possibilità di generare interesse verso la stessa.

La popolazione locale è molto grata e aperta verso queste iniziative. La mostra è ben visitata, provoca sorrisi, felicità, momenti di sorpresa e soprattutto speranza per tempi migliori. Dopo anni problematici e con ridotte possibilità, sembra che la gente della Valle del Taro stesse solo aspettando l'opportunità di vivere l'arte.

Lo sviluppo economico della valle richiederà ancora un po' di tempo, ma un inizio è stato fatto e, con il sostegno di principio della popolazione locale, anche le future iniziative culturali saranno coronate dal successo. Quindi, la nostra fiducia nell’ambizioso piano di sostenere la valle con la cultura è assolutamente appropriata.

 

Gli orari di apertura sono:
martedì, mercoledì, venerdì e sabato 10.00-12.00 / 16.00-18.00